16 - 08 - 2018
Venerdì, 20 Luglio 2018

Le lettere d’amore

di Chiara Lucchini

“Le lettere d’amore sono ridicole. Non sarebbero lettere d’amore se non fossero ridicole”, diceva Pessoa. Ma a volte fanno anche soffrire: è la disperazione o l’angoscia che spinge a scrivere una lettera d’amore. O l’ultima speranza di poter recuperare un rapporto. Un genere così atipico, per cui non esistono manuali: breve viaggio nella letteratura amorosa.

 

di Chiara Lucchini

Tutto inizia con un’e-mail all’indirizzo sbagliato. Romanzo epistolare dell’era di Internet, Le ho mai raccontato del vento del Nord di Daniel Glattauer racconta la corrispondenza tra due sconosciuti che si avvicinano attraverso la scrittura. Possibile che dallo scambio quotidiano di e-mail con una persona mai vista possano nascere dei sentimenti? Possibile che ci si possa addirittura innamorare? E un rapporto di questo tipo, un legame virtuale, potrà sopravvivere a un vero incontro?

È già tornato dal teatro? Non riesco a dormire, stasera. Le ho mai raccontato del vento del Nord? Quando tengo la finestra aperta è insopportabile. Sarebbe bello se mi scrivesse qualche altra parola. Anche solo: “Allora chiuda la finestra”. Al che ribatterei: Con la finestra chiusa non riesco a dormire.


Un’e-mail all’indirizzo sbagliato. Emmi Rothner voleva solo disdire l’abbonamento alla rivista Like, e invece scrive a Leo Leike. Lui le risponde chiarendo l’equivoco, e le augura “Buon Natale e Felice Anno Nuovo”.

di Cecilia Diotallevi

Un metodo utile quando ci troviamo davanti a un obiettivo o a una situazione da risolvere. Dalla tecnica del come peggiorare, per studiare tutti i rischi che ci minacciano e ridefinire l’obiettivo, allo scenario oltre il problema, per guardare oltre il presente e immaginare il cambiamento già avvenuto. Fino a pianificare la nostra storia di cambiamento. 

Questo articolo riassume “Futuro anteriore”, il metodo di narrazione prefigurativa ideato da Palestra della scrittura. Obiettivo: narrare un cambiamento, personale oppure organizzativo, prima ancora che avvenga, e quindi allenarsi a “sentire” sia i rischi sia i vantaggi della trasformazione.
Per i lettori che hanno già sperimentato il metodo, con i corsi di Palestra o per strade proprie, può essere un utile refresh. Per chi non lo conosce, un passo di avvicinamento. Per tutti, una voce che conferma “se posso pensarlo, posso farlo”.

di Chiara Lucchini

Università Bocconi, 27 giugno 2018. Il reader focused writing, realtà e rappresentazione, le 7 S come abilità da allenare, le strutture argomentative, la scrittura delle mail. Interazione, esercizi, domande, dubbi, curiosità.

Salirono in macchina e, nella prima luce grigia del giorno, si allontanarono tra gli alberi, lungo la riva del fiume. Macomber aprì l’otturatore della carabina e vide che era carica con cartucce blindate, chiuse l’otturatore e mise la sicura. Notò che gli tremavano le mani. (...)
“Eccolo” lo udì mormorare. “Davanti a noi, sulla destra. Scenda e vada a prenderlo. È un magnifico leone.”.
Allora Macomber vide il leone. Era di profilo, con la grossa testa alta e voltata nella loro direzione.
(...)

di Chiara Lucchini

Non solo curare i pazienti attraverso la propria competenza tecnica (CURE), ma anche prendersi cura di loro mediante una comunicazione virtuosa (CARE), per aiutarli a migliorare e guarire.


“Le convinzioni possono essere come una vela,
che ti fa volare verso la guarigione, o come un paracadute
che limita la tua risposta di guarigione”.
Giuliano Mari


Cure and Care Coaching: è questo il titolo del libro di Giuliano Mari, fisioterapista, Coach e Trainer di Programmazione Neuro Linguistica (PNL). La tesi del libro è: quando i nostri assistiti soffrono di una patologia nel corpo, la mente può aiutarli a guarire meglio.

Giovedì, 21 Giugno 2018

La magia dei numeri

di Chiara Lucchini

I numeri seducono, incuriosiscono il lettore, creano aspettativa. Incisivi per attirare l’attenzione nei titoli, efficaci per descrivere fatti, per vendere un prodotto, per convincere gli elettori.


Numeri nei titoli

“L’uomo medio fa l’amore per 2580 volte nella vita”.
È questo il titolo di un articolo di Repubblica del 20 giugno 1998, sul ritratto statistico della vita umana realizzato dalla Bbc.
Lo leggi e ti si apre un fumetto sopra la testa: “È tanto o poco? E come sto messo io? Sono a buon punto o devo darmi da fare?”.
È normale, perché 2580 è un numero assoluto, sciolto da ogni contesto. Noi abbiamo bisogno, per capire, di un numero relativo. Ma se avessero scritto “L’uomo medio fa l’amore una volta a settimana”, l’effetto sarebbe stato diverso.
L’articolo prosegue così: l’uomo medio “cammina 22000 chilometri, sta per sei mesi chiuso al gabinetto, produce in totale 40000 litri di pipì e mangia per tre anni e mezzo”. Certo, “Ricerca sui bioritmi” sarebbe stato un titolo molto poco seducente. Chi l’avrebbe letto? Invece se metti nel titolo una parola chiave e un numero, questi sono dei ganci per il lettore.

di Irene Morante

Un metodo in tre fasi per scrivere con più efficacia e più velocemente i nostri testi. Dal pre-writing, con il clustering, al free-writing che coinvolge l’emisfero destro del cervello, fino al re-writing, in cui interviene l’emisfero sinistro.


- Attacca.
- A fare che cosa?
- A scrivere.
- Ma che sta facendo?
- Sto scrivendo. Come farai tu quando comincerai a pestare sui tasti. (Pausa) Qualche problema?
- No… stavo pensando.
- No. No, no. Niente pensare. Quello viene dopo. La prima stesura la devi buttare giù col cuore, e poi la riscrivi con la testa. Il concetto chiave dello scrivere è: scrivere. Non è pensare.

(da Scoprendo Forrester, di Gus Van Sant)