21 - 02 - 2018
Martedì, 06 Febbraio 2018

Un giovane Kennedy per sfidare Trump

di Chiara Lucchini

Nel gennaio scorso il gruppo parlamentare democratico degli Stati Uniti ha affidato a Joe Kennedy III il compito di replicare al discorso di Trump sullo stato dell’Unione.
Ci si è chiesti, in America, se la scelta del nipote di Bob Kennedy per sfidare Trump, con l’ennesimo ritorno sulla scena della dinastia politica americana più famosa, significhi contrapporre i successi del passato alla vergogna del presente, per puntare verso un futuro migliore, o non sia invece il disperato sguardo verso un passato che non tornerà più, e che dimostra così l’impotenza dell’opposizione.

Due orecchie, una bocca.
Il titolo dell’ultimo libro di Palestra nasce da una riflessione semplice semplice: ascoltare e parlare sono due facce della stessa medaglia, ma l’ascolto viene prima. Ecco perché partiamo dall’attenzione all’ascolto, anche negli allenamenti di public speaking. Così faremo anche nel prossimo corso, venerdì 2 e sabato 17 marzo 2018.
Se gli dei ci han dato due orecchie e una bocca sola, diceva un filosofo, un motivo ci sarà.
Eppure nelle nostre professioni, e nella vita in genere, pensiamo che per ascoltare basti stare lì. Ascoltare, invece, è una fatica. Bisogna prepararsi, concentrarsi, sollevarsi, spostarsi. Essere disposti a cambiare. Ma esistono tecniche specifiche per ascoltare e costruire sintonia durante una conversazione, un incontro, o anche - se occorre - uno scontro.

Sabato, 30 Dicembre 2017

Ascoltare la scrittura

di Lia Giovanelli

La gente non ascolta, aspetta solo il suo turno per parlare.
(Chuck Palahniuk)
Sono sicura che questa frase piace molto ai miei amici della Palestra della Scrittura che tanto si dedicano, in pensieri parole ed opere, all’ascolto.

Palahniuk, per esempio, che non è tra i miei scrittori preferiti anche se apprezzo i “minimalisti” americani, è uno scrittore che non deve essere solo letto: deve essere anche ascoltato. Per lui, come per tanti altri autori classici e moderni, non basta far scorrere gli occhi da sinistra a destra sulla pagina di un libro, cosa purtroppo vera per la maggior parte di quello che leggiamo, ma anche gli altri sensi vengono coinvolti, in particolare l’udito.

di Serenella Panaro

Cos’hanno in comune personal branding, career management, e gestione della reputazione?

Perché oggi è importante pensare e agire in termini sia di personal branding sia di corporate branding?

Le persone seguono le persone: i brand l’hanno imparato. Anche tu puoi apprendere come valorizzare e promuovere la tua professionalità e il tuo business, come persona.

Venerdì, 29 Dicembre 2017

Donne public speaker

di Chiara Lucchini

Spesso ci fanno notare, in aula, durante i corsi, che come modelli di public speaking portiamo sempre maschi.
Nel libro Due orecchie, una bocca, che parla appunto di ascolto e di public speaking, uscito da pochi giorni, Chiara Daneo ha preso come esempi alcune donne grandi public speaker, analizzando il loro stile in alcuni discorsi famosi.
Ho ritenuto interessante sviluppare il lavoro di Chiara, mia omonima :-) - ciao Chiara - magari per farlo diventare uno studio con un focus specifico, articolato in una serie di schede.

Giovedì, 21 Dicembre 2017

Il capitale umano, di Paolo Virzì

di Chiara Lucchini

Costruzione rigorosa e geometrica della storia, raccontata per tre volte da tre punti di vista diversi, corrispondenti a tre dei personaggi principali.
È l’impianto narrativo che realizza il film di Paolo Virzì Il capitale umano. Eccellente fonte d’ispirazione per chi si occupa di cambiamento, strategia, motivazione, negoziazione: allenarsi a raccontare una storia da diversi punti di vista è uno dei classici in Palestra della scrittura, tipico del metodo Futuro anteriore: è uno strumento narrativo che sviluppa consapevolezza sulla insuperabile soggettività di ogni rappresentazione.

Giovedì, 21 Dicembre 2017

Il premio, di Alessandro Gassman

di Chiara Lucchini

Road movie. Film di viaggio. È già una storia, fin dalla scelta del genere. Se poi ci s’innesta un intreccio di dialoghi intorno a temini da niente come la manipolazione, la scoperta delle varie identità, il rapporto con il proprio “model”, l’equilibrio tra individualità e gioco di squadra, ne esce proprio l’idea di un film da Palestra.