28 - 05 - 2016
Lunedì, 02 Maggio 2016

I shall have gone

di Alessandro Lucchini

Si sarà capito che il nostro pallino di questo momento è il futuro anteriore.
Perché è il tempo del verbo che aiuta a prefigurare e quindi a raccontare un cambiamento prima che accada.
Lo abbiamo studiato, sviscerato, sperimentato, ci abbiamo costruito su un corso, poi un libro. Magari un giorno, con il placet della Provvidenza, ci avremo fatto anche un film.
Per ora, una canzone :-)
Buon ascolto.

di Emanuele Mascherpa

Se devi convincere un’audience della validità della tua idea, vendere un prodotto o persuadere delle persone a fare qualcosa, lo storytelling è lo strumento più efficace, ma a volte, oltre alla storia, serve una base numerica (quantitativa) per dare supporto alle tue idee.
La maggior parte delle volte è sufficiente citare a voce il dato o il numero che ti serve.
Altre volte serve un approccio più visivo, soprattutto se devi mostrare più di un singolo dato numerico. In questo caso le tabelle e i grafici possono essere dei potenti mezzi a supporto della tua presentazione.

di Nicoletta Wegher

Sono fortunata. L’organizzazione per cui lavoro mi ha concesso, negli ultimi tre anni, molte occasioni di formazione. E non parlo soltanto di aggiornamenti specifici sulle competenze che riguardano la mia professione. Parlo di formazione “alta” che abbraccia abilità importanti, quali la comunicazione in pubblico, la scrittura, il lavoro in gruppo, la gestione di progetti.
Partecipo sempre con piacere e interesse a questi incontri. Chissà perché, però, rientrando al mio posto di lavoro, magari dopo un paio di giorni trascorsi a un corso, avverto puntuale e preciso un leggero senso di colpa.

di Oliviero Rossi (*)

Molti anni fa, sentendo il Maestro Cesare Barioli, pilastro fondamentale del judo italiano, parlare di disabilità, rimasi molto colpito da una sua asserzione “forte”.
Disse: «Sarebbe opportuno organizzare corsi per normodotati tenuti da portatori di handicap» (allora non si usava ancora la parola “disabile”).
Cos’era? Una frase a effetto, detta da chi ha fatto dell’anticonformismo e della capacità di leggere oltre le righe un modo di vivere?

di Bianca Borriello

La richiesta di portare nel mondo sanitario i temi della comunicazione web e social è ricorrente negli ultimi anni, e come formatori e studiosi della materia abbiamo scelto di rispondere non tracciando una linea netta tra il “si fa” e il “non si fa”, ma ponendo sotto lo sguardo dei nostri interlocutori lo spaccato più ampio possibile su quello che sta avvenendo.

di Francesca Folda

Sono sul volo Milano-Nairobi e sono davvero emozionata. Quando la prossima settimana si sarà firmato al Palazzo dei Congressi Equatoriale l’accordo tra Unione Europea e Unione Africana tutto il mio lavoro degli ultimi 5 anni avrà finalmente trovato un senso compiuto.
Tutti quei voli e quegli arrivederci. Gli amici trovati e persi nella vita da espatriata, quel senso di precarietà permanente perché non sapevo dove avrei vissuto nei successivi sei mesi…

di Riccarda Zezza

Negli anni ’10, in Italia il fenomeno delle donne che non riuscivano a tornare al lavoro dopo la maternità era in crescita. I dati Istat lo rivelavano, anno dopo anno, restando ignorati dalla politica e dall’agenda sociale del Paese. La costante diminuzione della natalità e il tasso di occupazione femminile tra i più bassi d’Europa venivano letti come dati scollegati tra loro: all’uno si tentava di riparare attraverso le potenzialità di un buon flusso d'immigrazione, l’altro veniva valutato come fisiologicamente legato alla crisi economica.