23 - 11 - 2017

Due orecchie, una bocca.
Il titolo dell’ultimo libro di Palestra nasce da una riflessione semplice semplice, quasi banale: ascoltare e parlare sono due facce della stessa medaglia, ma l’ascolto viene prima.

Il public speaking è la scuola superiore: l’ascolto sono le elementari e le medie. Hai voglia fare le equazioni, se non sai le tabelline.
Ecco perché abbiamo deciso di proporre una giornata sull’ascolto, il 2 dicembre, e poi due giornate sul public speaking, il 27 gennaio e il 17 febbraio 2018.

di Aldo Carati

“Un no al giorno per cento giorni”
Chiedere in prestito cento dollari a un perfetto sconosciuto, ordinare cinque ciambelle intrecciate tra loro come i cerchi olimpici, bussare alla porta di uno sconosciuto per chiedergli il permesso di giocare a calcio nel suo giardino. Fino a chiedere di pilotare un aereo.
È un gioco? Più o meno. Un esperimento, una terapia.

a cura di Chiara Lucchini e Alessandro Lucchini

Da anni lavoriamo a fianco di medici, infermieri e operatori sanitari, per trovare e divulgare le tecniche di comunicazione più efficaci in un ambito professionale così difficile. Il nostro libro-ricerca Il linguaggio della salute ne è il risultato più concreto.

Ora, a beneficio dei nostri lettori che lavorano nelle professioni mediche, abbiamo studiato e riassunto uno straordinario libro inglese, How to break bad news: A Guide for Health Care Professionals, di Robert Buckman e Yvonne Kason, centrato su una delle attività più difficili per un medico: dare una cattiva notizia a un paziente.

Ne è uscita una breve dispensa (17 pagine pdf), che ci proponiamo di arricchire nei prossimi mesi e anni, anche raccogliendo le esperienze dei tanti reparti con cui abbiamo la fortuna e l’impegno di lavorare, dall’oncologia alla rianimazione, dal pronto soccorso ai vari reparti delle altre discipline mediche, dove spesso la convulsione dei tempi e delle incombenze non offre ai professionisti le condizioni migliori per affrontare momenti così difficili.

Tecniche ed esercizi per ascoltare e per parlare in pubblico

Se gli dei ci hanno dato due orecchie e una bocca sola, diceva un filosofo, un motivo ci sarà.
Eppure studiamo come parlare in pubblico, e pensiamo che per ascoltare basti stare lì. Ascoltare l’interlocutore, invece, è una fatica. Bisogna prepararsi, concentrarsi, sollevarsi, spostarsi. Essere disposti a cambiare. Ma esistono tecniche specifiche per costruire sintonia durante una conversazione, un incontro, o anche - se occorre - uno scontro.

Allenàti all’ascolto, possiamo poi parlare in pubblico con più energia e con più sicurezza. Nel nuovo libro di Alessandro Lucchini, gli errori da evitare, le abilità necessarie e gli esercizi per svilupparle, le strutture utili per impostare il messaggio, i modelli cui ispirarsi, l’uso delle emozioni, le tecniche logiche e linguistiche da allenare.
È il Metodo APP: prima Ascoltare, poi Parlare in Pubblico smiley

di Serenella Panaro

Cos’hanno in comune personal branding, career management, e gestione della reputazione?

Perché oggi è importante pensare e agire in termini sia di personal branding sia di corporate branding?

Le persone seguono le persone: i brand l’hanno imparato. Anche tu puoi apprendere come valorizzare e promuovere la tua professionalità e il tuo business, come persona.

Domenica, 15 Ottobre 2017

Donne public speaker

di Chiara Lucchini

Spesso ci fanno notare, in aula, durante i corsi, che come modelli di public speaking portiamo sempre maschi.
Nel libro Due orecchie, una bocca, che parla appunto di ascolto e di public speaking, uscito da pochi giorni, Chiara Daneo ha preso come esempi alcune donne grandi public speaker, analizzando il loro stile in alcuni discorsi famosi.
Ho ritenuto interessante sviluppare il lavoro di Chiara, mia omonima :-) - ciao Chiara - magari per farlo diventare uno studio con un focus specifico, articolato in una serie di schede.

Venerdì, 01 Settembre 2017

Purché sia slide design

Intervista a Emanuele Mascherpa (speech.it)

di Alessandro Lucchini

Questa intervista è tratta dal libro Due orecchie, una bocca, di imminente pubblicazione smiley

Se non avessi conosciuto Emanuele, questo capitolo di chiusura si sarebbe intitolato “No slide, please”.
Il mio suggerimento, infatti, è in genere: «Buttate via quelle orribili slide: la gente vuole sentire i vostri racconti, confrontarsi con le vostre idee, magari emozionarsi con voi, non leggere i vostri paragrafi mentre ci parlate fastidiosamente sopra».