20 - 01 - 2017
di Alessandro Lucchini

Va beh, SUPER… dai, un buon public speaking.
Un modo di presentare le proprie idee che sia percepito non solo come un parlare “in” pubblico, o “al” pubblico, ma un parlare “con” il pubblico. Una dimensione di coinvolgimento, di interazione, che va oltre le regole di una buona esposizione (chiarezza, sintesi, organizzazione del messaggio…), e che sa arrivare al cuore, prima che al cervello.
Che comporta dunque anche un buon ascolto, prima di un buon eloquio.
(A proposito, per chi fosse interessato, ecco qui qualche buon allenamento per un ascolto efficace).

Giovedì, 24 Novembre 2016

Alé - i testi delle canzoni

di Alessandro Lucchini

Che poi, c'era bisogno di un cd?

Queste sette canzoni dicono alcune delle cose
che forse non riesco bene a dire (o a dare)
alle persone che amo. Sono dunque un regalo,
scanzonato, in parte,
e in parte un fatto di gratitudine.

* se vi va di ascoltarle potete cliccare sui titoli

Mercoledì, 16 Novembre 2016

2 dicembre, 27 novembre, 21 novembre

di Alessandro Lucchini

Ma dai! Ma che è? Tre date in un titolo? E basta?! Senza uno straccio di notizia? E a ritroso, poi, che la gente si confonde? Ma da dove viene questo?
Beh, le notizie ci sono, eccome. E sono proprio tre:
- 2 dicembre CALL4BRAIN, il TEDMED di Milano, l’appuntamento con le grandi sfide di scienza, medicina e innovazione;
- 27 novembre TEDx di Trento, l’evento per condividere le idee che possono cambiare il mondo o anche solo aprire la mente;
- 21 novembre l’uscita di SCRI.BA. Scrivere in banca, il nono libro Centopagine.
Pare poco?

Lunedì, 24 Ottobre 2016

Don’t shoot the storyteller.

di Bianca Borriello

Lo storyteller crea danni perché non è oggettivo, non contestualizza, non aiuta a comprendere i fatti e a metterli nella giusta prospettiva.

Così riportava un articolo della rivista Wired dal titolo I danni dello storytelling (al giornalismo) del luglio 2015.
La tentazione di buttarla sul filosofico è forte, quella di ragionare sui limiti della capacità umana di oggettivare la realtà pure. Il tema della soggettività dell’esperienza è un universo e come tale non è semplice decidere quali punti unire per trarne una costellazione riconoscibile. Decido quindi di partire da quello che osservo: mia nonna raccontava storie, mia madre racconta storie, i miei figli raccontano storie. La mia bimba più piccola di ritorno dal suo primo viaggio a Venezia ha sentenziato “mi era piaciuta di più l’altra volta” e pur facendole notare che si trattava appunto della sua prima visita, la mini-narratrice non ha mollato la presa sostenendo “sì, che ci sono già venuta, era prima di nascere”.

di Lia Giovanelli

Il presidente Mattarella è puntuale, anzi è in anticipo, alla sua visita a Brescia.
Mentre una soprano intona l’Inno di Mameli e un gruppo di bambini sventola bandierine tricolore, sento un leggero nodo alla gola. Penso al nostro Paese, alla nostra storia. L’Italia. L’unità nazionale, il destino dell’Europa, che può e deve dare ancora tanto.
Il saluto del Sindaco è bello e nei tempi giusti, come i saluti delle altre autorità.

di Elia Perboni

E nella testa mi gira un pensiero, va e viene e si ripete insistente come un loop, s’insinua anche mentre vedo scorrere la scritta Barilla sull’autostrada: vai a Rimini e non sai che cosa ti aspetta. O meglio, sai che suonerai seduto sulla tua scatola di legno perché stai viaggiando con un’auto piena di strumenti. E chi viaggia con te quegli strumenti li prenderà in mano. C’è Alessandro (Lucchini), c’è Chiara (Fanchin), una quota degli HLVS. E là ci aspetta Paolo (Carmassi).

di Emanuele Mascherpa

Lo scemo del villaggio. Il solito ubriacone. Ma oggi hanno aperto le gabbie?
È questo quello che penseresti se qualcuno ti fermasse per strada e ti dicesse: «Dai, mandiamo 1 milione di persone a colonizzare Marte».

A fermarti sul marciapiede, però, non è uno qualunque, ma un imprenditore sudafricano di nome Elon Musk che sa dare forma concreta alle sue follie. Non a caso, in soli 45 anni di vita, ha già fondato aziende rivoluzionarie come PayPal, Tesla Car, Solar City e SpaceX. Allora ti viene il sospetto che ti conviene fermarti, lì sulla strada con lui, e ascoltare meglio quello che ha da dirti.