26 - 08 - 2016

 

Va beh, lo avevamo già raccontato qui, tempo fa. Ogni tanto ci torniamo, perché il tema ci è caro. Spesso, infatti, ci chiedono di parlare del valore del linguaggio come strumento per riflettere, prima ancora che per comunicare. Ed è sempre un piacere, oltre che un bell’impegno. A un’edizione recente della Nuvola Rosa, evento dedicato allo sviluppo personale e professionale delle donne, abbiamo trattato il tema del linguaggio di genere.
Ora è disponibile il video di quello speech (15 minuti). 

 

Sabato, 09 Luglio 2016

Un giorno organizziamo un TED

di Paolo Carmassi  Alessandro Lucchini

Siccome abbiamo il pallino del futuro anteriore, capita spesso che ci mettiamo lì e diciamo: «Quando avremo fatto… dopo che avremo cambiato…». E capita anche spesso che ci ritroviamo ad averle fatte, quelle cose. Qualche giorno fa ci siamo detti: «Quando avremo organizzato un TED sui nostri contenuti…».
Del resto, siamo public speaker. Studiamo i grandi public speaker: politici, manager, insegnanti, donne e uomini che, con la forza delle loro parole, ispirano altre persone. Organizziamo anche corsi di public speaking (a proposito, c’è un corso 8 e 22 ottobre).

La comunicazione è strategica. Per tutti: imprese, enti, scuole, persone.
I prodotti, i servizi, sono sempre più simili: è come li comunichiamo che li rende differenti e preziosi.
E noi - salvo eccezioni - parliamo quasi sempre in pubblico, sul lavoro, in famiglia, per strada, dal panettiere. Magari è un pubblico piccolo, un gruppetto di colleghi o di clienti. Magari è una persona sola: IL cliente, IL capo, LA controparte in una trattativa negoziale. Ma che pubblico!
Quando poi siamo davanti a una platea, e ufficialmente “prendiamo la parola”, a volte ci scatta la paura. Gola secca, voce tremula, sudori indesiderati, vuoti di memoria, e gli altri sintomi della classica “ansia da palcoscenico”. E vorremmo essere altrove.

Sabato, 09 Luglio 2016

La cura delle parole

di Lia Giovanelli                                                                                                                                                                                              responsabile formazione ASST Spedali Civili di Brescia


“In cima alla strada, nella capanna, il vecchio si era riaddormentato.
Dormiva ancora bocconi e il ragazzo gli sedeva accanto e lo guardava.
Il vecchio sognava i leoni.”

Da “The Old Man and the Sea” di Hemingway
“Sognare i leoni” è dedicato ad Ale e Paolo e ai miei compagni di viaggio dei corsi della Palestra della scrittura.
Martedì 14 giugno (e l’estate ancora non arriva, ma non disperiamo!) all’Ospedale di Brescia, ci siamo occupati nel migliore dei modi, oltre che della cura di donne, uomini, bambine e bambini, anche della cura delle parole.

Lunedì, 30 Maggio 2016

#MakeWhatsNext

di Alessandro Lucchini

Quella mania di vivisezionare le parole.

#MakeWhatsNext - Girlz in Tech Europe - è il titolo dell’evento europeo svoltosi nei giorni scorsi all’Università Ca’ Foscari di Venezia, organizzato da Microsoft per sviluppare la cultura e la formazione scientifica nelle ragazze.

“We need more girls and young women to contribute their ideas to the world. We aim to support this generation with the knowledge, skills and resources needed to become the next Ada Lovelace or Mária Telkes or Maria Gaetana Agnesi in a world where technology is embedded into every aspect of life.”
Così è dichiarato nella home del sito dell’evento.

Lunedì, 02 Maggio 2016

I shall have gone

di Alessandro Lucchini

Si sarà capito che il nostro pallino di questo momento è il futuro anteriore.
Perché è il tempo del verbo che aiuta a prefigurare e quindi a raccontare un cambiamento prima che accada.
Lo abbiamo studiato, sviscerato, sperimentato, ci abbiamo costruito su un corso, poi un libro. Magari un giorno, con il placet della Provvidenza, ci avremo fatto anche un film.
Per ora, una canzone :-)
Buon ascolto.

di Emanuele Mascherpa

Se devi convincere un’audience della validità della tua idea, vendere un prodotto o persuadere delle persone a fare qualcosa, lo storytelling è lo strumento più efficace, ma a volte, oltre alla storia, serve una base numerica (quantitativa) per dare supporto alle tue idee.
La maggior parte delle volte è sufficiente citare a voce il dato o il numero che ti serve.
Altre volte serve un approccio più visivo, soprattutto se devi mostrare più di un singolo dato numerico. In questo caso le tabelle e i grafici possono essere dei potenti mezzi a supporto della tua presentazione.