21 - 08 - 2017
Venerdì, 07 Luglio 2017

No slide, please

di Federica Degli Ivanissevich

- Pronto?
- Sì prego.
- Buongiorno dottoressa, qui la segreteria dell’evento, le chiedo cortesemente di inoltrarci il   ppt per il suo speech di domani. Mi raccomando, non più di 10 slide.
- Buon giorno a lei, sì per lo speech di domani ho preparato un intervento, ma non userò       ppt.
- Ma come? È sicura, non si può parlare senza un ppt. Qui sono tutti abitati a parlare e ad     ascoltare con l’aiuto delle slide. Non si arrabbi, ma per noi sarebbe proprio fondamentale.

di Cecilia Diotallevi

Il modo corretto di scrivere una lingua non è solo formalismo, è qualità, riguarda il rispetto per il lettore, e la reale efficacia della scrittura.

di Chiara Lucchini

Qual è il potere dell’ascolto nelle negoziazioni, nella risoluzione dei conflitti, nella composizione dei piccoli e grandi contrasti che costellano ogni giorno della nostra vita?
Parte dai suggerimenti offerti da William Ury, antropologo ed esperto di negoziazione, in un TED tenuto di recente a San Diego, la nostra riflessione e il sogno di una vera e propria rivoluzione dell’ascolto.

di Chiara Lucchini

Antilingua come frutto del terrore semantico, ossia la paura di usare parole semplici e concrete.

Introduciamo un argomento spinoso: l’abuso dei gerghi e del linguaggio burocratico.
Quante volte hai sospirato davanti a una circolare ministeriale?
Quando si tratta di parlar oscuro, il pensiero va alla pubblica amministrazione, ma non sono messe meglio le aziende, le banche, o le assicurazioni.
Chiamalo aziendalese, o corporatese, o gobbledygook, come fanno gli americani. Si tratta sempre della degenerazione del linguaggio professionale.
Ancora: pensiamo ai gerghi dell’informatica, delle procedure per la qualità, delle istruzioni per i medicinali… Un vizio comune.

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