29 - 06 - 2017
di Cecilia Diotallevi

Il modo corretto di scrivere una lingua non è solo formalismo, è qualità, riguarda il rispetto per il lettore, e la reale efficacia della scrittura.

di Chiara Lucchini

Qual è il potere dell’ascolto nelle negoziazioni, nella risoluzione dei conflitti, nella composizione dei piccoli e grandi contrasti che costellano ogni giorno della nostra vita?
Parte dai suggerimenti offerti da William Ury, antropologo ed esperto di negoziazione, in un TED tenuto di recente a San Diego, la nostra riflessione e il sogno di una vera e propria rivoluzione dell’ascolto.

di Chiara Lucchini

Antilingua come frutto del terrore semantico, ossia la paura di usare parole semplici e concrete.

Introduciamo un argomento spinoso: l’abuso dei gerghi e del linguaggio burocratico.
Quante volte hai sospirato davanti a una circolare ministeriale?
Quando si tratta di parlar oscuro, il pensiero va alla pubblica amministrazione, ma non sono messe meglio le aziende, le banche, o le assicurazioni.
Chiamalo aziendalese, o corporatese, o gobbledygook, come fanno gli americani. Si tratta sempre della degenerazione del linguaggio professionale.
Ancora: pensiamo ai gerghi dell’informatica, delle procedure per la qualità, delle istruzioni per i medicinali… Un vizio comune.

di Roberta Milanese

Il principio dell'omeostasi ci insegna che ogni sistema vivente, sia esso un'ameba, un individuo o un’organizzazione complessa, tende al mantenimento del proprio equilibrio, anche quando disfunzionale. Questo è tristemente noto a chiunque si occupi di dover introdurre dei cambiamenti a livello sia personale che organizzativo. E anche quando il cambiamento stesso è stato richiesto esplicitamente, talvolta ci si trova di fronte a una richiesta paradossale: “cambiaci senza cambiarci”, per cui è proprio chi ha richiesto il cambiamento che non ne rende possibile l'attuazione.

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