23 - 07 - 2018

Lunedì, 20 Luglio 2015

Sinestesia, profumo e creazioni: intervista a Paolo Cerizza

di Tania Paradiso

Profumiere dal 1983, è il naso di Preziosessenze e di Creasens. Come un viaggiatore ricerca, scova, e crea le sue formule. Grazie alla sua creatività, trasforma le note in sensazioni accordate.

I profumi sono, a volte, i ricordi più vividi che restano impressi nella memoria. Con il suo lavoro quindi trasmette anche emozioni e ricordi. Quali sono le sensazioni racchiuse nei suoi profumi?

I ricordi sono molto legati alla memoria olfattiva e chiaramente si associano a dei momenti piacevoli o meno della nostra vita. Le sensazioni racchiuse nei miei profumi sono molto varie: ci sono profumi che trasmettono passione, altri che trasmettono serenità, dipende da qual è il progetto e l’interpretazione del progetto alla base della fragranza. In ogni caso io cerco sempre di dare una sensazione di piacevolezza. Il profumo per me deve dare un senso di benessere, serenità e deve essere un’emozione. Questo è ciò che cerco di trasmettere, interpretato in maniere diverse in base alle esigenze del momento.

Come può nascere un’idea olfattiva da un momento della giornata?

Un‘idea olfattiva può nascere da qualsiasi sensazione o circostanza. Per esempio, posso dare un’interpretazione al profumo della pioggia e quindi della terra bagnata. Questo mi può offrire uno spunto che poi posso trasformare, con degli accordi, in un certo profumo. Oppure l’odore dell’erba tagliata, più inteso in alcuni momenti e meno in altri, mi può ispirare e dare un’idea su cui costruire qualcosa di più concreto da trasmettere attraverso un profumo.
La natura e le sensazioni soggettive sono alla base della creazione di un certo profumo. Io posso interpretare in un certo modo un odore che viene dalla natura, un altro profumiere può darne una lettura completamente diversa. Nel nostro mestiere c’è un aspetto molto soggettivo e grandemente basato sui gusti e sulle proprie preferenze.

Lei è il profumiere di Preziosessenze, può spiegarci quali sono state le tappe del suo viaggio alla ricerca delle fragranze che oggi ci restituiscono i profumi dei venti e del mare racchiusi nel nome stesso del progetto OceanoMare?

OceanoMare è un progetto molto ricco di sensazioni ed emozioni. Ho cercato di dare alle tre fragranze create sempre una sensazione marina legata all’oceano e al blu, ma in maniera molto diversa. Nel femminile ho accentuato le note marine con un accordo fruttato che diano una sensazione gourmant, gustativa. Nella fragranza maschile, invece, ho operato in tutt’altra maniera dando un aspetto acquatico, ma con una parte agrumata. Ho lavorato su una sensazione molto fresca, acquatica come caratteristica fondamentale, ma inserendo anche degli odori leggermente agrumati e fruttati. Nel caso specifico ho utilizzato proprio il melone, un frutto che si collega bene alla nota acquatica e riesce a creare una sensazione un po’ più frizzante, un poco più emozionante.
Nell’unisex ho creato un accordo sempre con una caratterizzazione molto acquatica ma con inserite delle note terrose, un accordo acqua-terra, che lo rende più facilmente apprezzabile per certi versi, in quanto le note acquatiche possono essere più aggressive quindi apprezzate molto da una parte di pubblico, ma meno da un’altra. In questo caso ho cercato di rendere il profumo più uniforme come gusto, adatto a un pubblico più esteso.

Quali materie prime o accordi preferisce? Ci spiega anche il perché?

In generale le note che preferisco sono quelle muschiate e ambrate perché danno un senso di piacevolezza e benessere. Inoltre, i muschi sono aromi molto morbidi e rotondi che danno una sensazione di pulito. Per quanto riguarda le fragranze ambrate, intese come ambra di mare, donano una connotazione molto sensuale e offrono una certa trasparenza ai prodotti rendendoli più facili da indossare e più volatili.
In particolare, sui profumi maschili lavoro spesso con accordi tra Muschio di Quercia e il Patchouli che si abbinano bene tra loro. Li considero aromi caratterizzanti e decisi, capaci di dare un’impronta virile e persistente. Per le fragranze femminili invece, prediligo Rosa e Iris per la ricchezza e l’importanza che conferiscono al profumo.

Perché il profumo è arte?

Il profumo è una forma di arte perché, come un pittore associa dei colori, un profumiere associa delle materie prime, di conseguenza, l’arte sta nel riuscire a trovare i giusti dosaggi e le giuste combinazioni. A volte, la parte creativa del profumiere sta nell’azzardare parecchio e realizzare, con dei sovradosaggi di materie prime, degli accordi inediti. Un esempio sono le note acquatiche che fino a venti, venticinque anni fa si utilizzavano in maniera molto soft, molto leggera: oggi sono state impiegate in percentuali decisamente più alte dando delle performance più moderne, davvero più attuali.

Che cos’è un cocktail olfattivo?

E’ un insieme di costituenti che danno una sensazione piacevole e gradevole.
Come concetto è associabile a quello del cocktail tradizionale: nel cocktail sono miscelati degli ingredienti così come nei profumi si miscelano aromi. C’è una parentela in questo come ci può essere anche nella cucina. Uno chef abbina degli ingredienti cercando di creare accostamenti di gusto ben armonizzati e interessanti, così nel mondo della profumeria il segreto del cocktail sta nel trovare l’equilibrio giusto tra le materie prime e, soprattutto, nel dare una connotazione piacevole anche alla fragranza in sé.
È un modo per avvicinare anche i non addetti ai lavori alle fragranze e alle giuste combinazioni. Il profumo ha in sè un aspetto misterioso, il fatto di accostare una persona a delle miscele di basi inserite nelle varie fragranze può far scoprire qualcosa di nuovo sull’affascinante e misterioso mondo della profumeria.