24 - 04 - 2018

Lunedì, 20 Luglio 2015

Sinestesia, pittura e vetro di Murano: intervista a Mara Lombardi

di Tania Paradiso

Le parole di Mara Lombardi (pittura, acquaforte, vetro di Murano), artista di OceanoMare, ci permettono di cogliere l’intensità di questo progetto che nasce da un amore profondo per la vita, in tutte le sue sfaccettature. OceanoMare è una ricerca e un viaggio nel mare e attraverso il vento che sfocia in opere in cui i sensi si incontrano e diventano voce del racconto.

OceanoMare è un progetto artistico sinestesico che abbraccia tatto, olfatto e vista: qual è il filo rosso che collega i profumi creati da Paolo Cerizza - naso di Preziosessenze - ai colori dei tuoi quadri e delle tue opere in vetro di Murano?

Ho conosciuto Paolo Cerizza per motivi professionali e ho scoperto in lui delle caratteristiche che ritrovo in me. E poi, anche in lui, è presente la complessità di raccontare e descrivere un processo creativo che svanisce senza parole. Le essenze sono come dei colori. Attraverso il suo talento e la sua capacità ha saputo interpretare il senso di OceanoMare, come è successo, per il vetro, con il maestro muranese Giancarlo Signoretto. Abbiamo deciso di trovare cosa c’era in comune fra il suo lavoro e il mio e ne sono nati tre profumi. Si è ispirato a tre mie opere: Sailing to Bora Bora, Polinesian Sea e Waves of love. Dopo aver provato i profumi, posso dire che rispecchiano quello che io cerco di sinestesico, oltre la dimensione della pittura, all’interno delle opere OceanoMare. La relazione che c’è fra vento e mare. L’acqua prende forma dalla forza degli elementi, anche catastrofici. Paolo ha saputo, con la sua arte, restituire senso olfattivo a queste tre opere.

Viva la vida è l’opera che ha ispirato il progetto OceanoMare: ci racconti come è nato questo quadro e che cosa rappresenta per te?

Viva la vida è nata grande: la tela misura 2,5x2 metri. Questa è un’opera nata in un momento di grande difficoltà: un evento tragico ci aveva toccato ed io ero davvero sconvolta per quanto successo. Così ho deciso di dare una chance alla vita. Ho pensato che la vita è e resta sempre futuro, anche nei momenti peggiori e ho cominciato a dipingere proprio qui, su questo pavimento: ricordo che continuavo a salire e scendere le scale per guardare il disegno. Per prima cosa ho dipinto un grande sole, quello che splende ogni giorno sulle nostre vite. Poi ho disegnato lo scorrere dell'esistenza che può essere interpretato come il mare o più semplicemente come il flusso del nostro fare.

Quando dipingi, quando sei di fronte alla tela - penso anche alle altre opere OceanoMare - cosa c’è di sinestesico?

Quando ho dipinto Polinesian Sea mi ricordo che stavo pensando all’acqua calma e alle fragranze dei fiori della laguna. L’idea era questa: rappresentare al meglio i colori della laguna, la tranquillità dell’acqua e le sensazioni fantastiche originate dai profumi. Allo stesso modo, quando ho dipinto Sailing to Bora Bora, la tela blu con una corrente bianca al centro, quello che ho voluto raffigurare è la vastità dell’oceano. C’è una piccolissima barca nel quadro: l’idea era quella di riprodurre il movimento dell’oceano. La relazione che lega la forza degli elementi alla fragilità umana.

In che modo i tuoi quadri e il vetro di Murano riescono a esprimere e ad abbracciare, con i loro colori, i profumi del vento e del mare?

Murano è un luogo magico che trattiene in sé arte e viaggi, scoperta e pericolo, secoli di ricerca. Bisogna camminare nei vicoli per sentire la eco delle fornaci dove vengono modellati i capolavori e per percepire quel calore insopportabile.
È nelle acque di Venezia che i maestri sono nati e lavorano. Il vetro fuso in fornace è morbido e vivo: le trasparenze dei blu, del cristallo, dei viola e le loro infinite sfumature sono la resa fisica del mare. Esse evocano il contatto sensuale con la nostra pelle, le parole sussurrate o urlate contro gli scogli e poi i profumi, che veloci richiamano stati d’animo.
La mia sfida, come pittrice, è stata di rappresentare sulla tela le trasparenze e i colori utilizzando una materia opaca come l’acrilico, per rendere il concetto di acqua. Nelle opere in vetro, sia nei gioielli che in quelle di maggiore dimensione, credo si possa intravedere questa ricerca. E sarà chi vede e sente che potrà testimoniarlo.

Come hai sviluppato il progetto creativo che ha portato alla realizzazione del diffusore e della bottiglia di profumo per il progetto OceanoMare? E’ stato un processo sensoriale o concettuale?

Il mio rapporto con Murano è stretto, sono in contatto da anni con il maestro Giancarlo Signoretto e da tempo avevo in mente di lavorare insieme a lui in fornace. Volevo farlo con un progetto, non con un’opera. Quando abbiamo iniziato OceanoMare, è stato naturale disegnare e lavorare con lui. E’ un rapporto concettuale: so quali forme si possono ottenere col vetro. Ho fatto dei disegni preparatori e poi quando ci siamo incontrati abbiamo pensato insieme alla forma e alla realizzazione del diffusore Viva la vida e alla bottiglia Venice, in vetri blu e azzurri, cristallo e oro.

OceanoMare è un progetto al quale ci piace pensare come parte di un libro che raccoglie più storie. Hai già in mente quale sarà il prossimo capitolo di questo libro?

Anche se è “Viva la vida” ad avviare il progetto, è con “Lasciarsi andare”, del 2007, che nasce tutto. Quei 4 metri di legno hanno all’interno già il senso di sinestesia. Allo stesso modo ho già identificato un acrilico del 2009 - NY Bronx – come nucleo del prossimo capitolo che per ora si chiama Urban.
OceanoMare è scritto con i colori e il vetro, e reso olfattivo dai profumi dell’amico Paolo Cerizza. Urban è la percezione del traffico, della gente che lavora, del disorientamento, del caldo, della pioggia e di tutto ciò che percepiamo in citta come Milano, New York City, Sydney. Città piene di vita e al tempo stesso piene di contraddizioni.
Per la presentazione di OceanoMare ho deciso di portare in atelier alcuni libri che mi legano alla salinità come Il vecchio e il mare di Hemingway, 60.000 mila miglia di Moitessier, Oceano mare di Baricco; per Urban di sicuro I fiori blu di Queneau.
Anche Urban sarà un esperimento. E con gli esperimenti non sai mai come va a finire.

Profilo:
Mara Lombardi ha studiato il vetro di Murano con il Maestro Giancarlo Signoretto - Fornace e Vetrofusione - e ne è nato subito un sodalizio artistico. Quando ha deciso di partire con questo progetto - Sinestesia: tatto, olfatto, vista - ha deciso di lavorare direttamente in fornace con Giancarlo.
Ne sono nate due opere in vetro e oro: una bottiglia e un diffusore.

Fra i suoi maestri: Raffaele De Grada (Brera) e Dimitri Plescan.