19 - 10 - 2018

Venerdì, 25 Settembre 2015

Armonia, una questione di Hertz? Intervista a Elia Perboni

di Gianni Riva

Non è una formula magica anche se il senso della suggestione c’è. Parliamo, con Elia Perboni, di suoni e frequenze che fanno bene alla nostra mente e al nostro corpo: 432 hertz.

 

Di che cosa si tratta?
È l’accordatura, in La, per orchestra o gruppo musicale con il diapason, ormai trasformato in un marchingegno elettronico, intonato a 432 hertz. Tradotto sono le vibrazioni, le onde che mettono in sintonia, accordano un nucleo di musicisti. Ma dal 1939 la maggior parte della produzione musicale vibra di accordi più alti, sino a 440 hertz. E questo fa male alla nostra salute.

Da 432 a 440 hertz: solo 8 hertz di differenza possono essere dannosi per la salute?
Il corpo umano è codificato per ricevere musica a 432 hertz perché questa è la vibrazione risuonante con l’Universo. La musica accordata a 432 hertz parla al cuore, codifica le cellule umane in maniera armonica. Quindi favorisce la nostra salute grazie alla ricettività a questa frequenza da parte del Dna che così produce proteine integre per tutto il corpo. E’ anche una legge che arriva dalla matematica.

In che senso?
Ecco: 432 è un multiplo della frequenza con la quale gira la terra che è 8 hertz. Insomma sono frequenze naturali che possono interagire con l’uomo. Lo pensava anche Giuseppe Verdi che si oppose, già nel 1881, all’idea di un diapason a 450, troppo acuto. Grande influenza ebbero anche le marce militari che, non a caso, dovevano caricare e non armonizzare. Invece, come sosteneva Pitagora: “Esiste un punto in cui l’armonia musicale e quella spirituale convergono”.

È vero che c’è una nuova consapevolezza rispetto a questa scelta etica?
Molti musicisti hanno ripreso quel tipo di accordatura, dalla musica classica al pop. Come i Pink Floyd, per esempio Wish You Were Here. Ma la strada sembra aperta anche in Italia. Certo si va contro le regole del mercato che cerca impulsi forti e spinta verso un consumo meno ragionato e più frenetico. Ma anche chi acquista musica può fare una scelta, si può comprare bio. La scritta di garanzia da cercare sul prodotto-disco è 432 hertz, un simbolo di equilibrio, un ritorno all’armonia.

Armonia che è nelle corde di Palestra, anche con il corso Rithm & Business, che presto sarà anche un nuovo libro.

******

Elia Perboni ha intrapreso l’attività giornalistica nel 1978 dopo la pionieristica esperienza radiofonica con le prime emittenti “libere” (Free Radio e Radio Regione diretta da Mario Luzzatto Fegiz). Si è occupato di cultura e spettacoli per il “Corriere d’Informazione” e, dal 1979 sino a oggi, per il “Corriere della Sera”. Corrispondente per “Ciao 2001” dalla fine degli anni ‘70 e collaboratore per diversi settimanali ha proseguito parallelamente l’attività radiofonica con Radiodue e Raistereodue. Dal 1980 ha realizzato una serie d’inchieste televisive dedicate alla cultura giovanile per la neonata Raitre dalla sede di Milano. È autore di due volumi: “Dizionario della musica pop-leggera italiana” (Gammalibri, 1984) e sul fenomeno “Madonna” (collana musica studio Targa Editore). Attualmente sta realizzando, assieme a Pietruccio Montalbetti dei Dik Dik, un volume dedicato al beat italiano che diverrà anche spettacolo teatrale. Appassionato di percussioni e ritmi suona con diversi ensamble.