21 - 08 - 2017

Pocherighe

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Il modo corretto di scrivere una lingua non è solo formalismo, è qualità, riguarda il rispetto per il lettore, e la reale efficacia della scrittura.

Antilingua come frutto del terrore semantico, ossia la paura di usare parole semplici e concrete.

Introduciamo un argomento spinoso: l’abuso dei gerghi e del linguaggio burocratico.
Quante volte hai sospirato davanti a una circolare ministeriale?
Quando si tratta di parlar oscuro, il pensiero va alla pubblica amministrazione, ma non sono messe meglio le aziende, le banche, o le assicurazioni.
 

Il principio dell'omeostasi ci insegna che ogni sistema vivente, sia esso un'ameba, un individuo o un’organizzazione complessa, tende al mantenimento del proprio equilibrio, anche quando disfunzionale. Questo è tristemente noto a chiunque si occupi di dover introdurre dei cambiamenti a livello sia personale che organizzativo. 

Un corso sullo scrivere storie probabilmente dovrebbe durare tutta la vita, perché sempre cambia la mano, l'occhio, l'orecchio di chi si appresta a narrare. 

Alla fine ho tirato un profondo sospiro di sollievo.
Eppure sapevo che era andato tutto bene, perché l’astronauta Paolo Nespoli
non solo era atterrato con la Sojuz, ma aveva potuto raccontare il suo rientro.
Comodamente seduto a casa mia ho vissuto e percepito lo stato d’animo di chi compie l’avventura del rientro.
E’ una situazione in cui niente deve andare storto. Una procedura dopo l’altra.
Ripetuta 100 volte a terra.
 

Carissime e carissimi,
questo è il calendario dei nostri corsi.
E’ un calendario ricco, nel quale è anche possibile
ritagliarsi un vero e proprio percorso formativo.
La sede è in Palestra, a Milano.
Per ciascun corso una breve descrizione e
la presentazione del docente via LinkedIn.
 

Le storie ci appartengono nella stessa misura in cui ci appartiene il pensiero.
Sono intorno a noi, nelle relazioni che instauriamo con le persone e le cose, sono dentro di noi in un continuo movimento di costruzione di significati.
Scrivere le storie significa sottrarle alla vaghezza, armarle di suoni, colori, consistenze, premesse e conseguenze.
 

Che cosa rende un discorso in pubblico efficace, coinvolgente, a volte persino memorabile?
Che cos’hanno di particolare alcuni speaker, che sanno accedere al cuore e al cervello del pubblico, con o senza slide, con o senza video, che parlino all’inizio o alla fine di una riunione, che portino una tesi consolidata o che rischino i tuoni della rivoluzione?
 

Don’t shoot the storyteller
Lo storyteller crea danni perché non è oggettivo, non contestualizza, non aiuta a comprendere i fatti e a metterli nella giusta prospettiva.
 

E perché quella voce che trema? perché quella lingua felpata, le mani che sudano e che non sanno dove andare? Perché, anche se non siamo proprio alle prime volte, parlare in pubblico resta tra le paure più diffuse tra gli esseri umani?

Quella mania di vivisezionare le parole.

#MakeWhatsNext - Girlz in Tech Europe - è il titolo dell’evento europeo svoltosi nei giorni scorsi all’Università Ca’ Foscari di Venezia, organizzato da Microsoft per sviluppare la cultura e la formazione scientifica nelle ragazze.
 

una bella formula di intervista, sul tema Futuro anteriore,
fatta da Nicoletta Carbone di Radio 24
 

domenica 6 marzo
alle ore 17.00
al Castello Visconteo di Pavia
nella sala conferenze

si terrà la premiazione dei racconti presentati al concorso letterario

CARATTERI DI DONNA E DI UOMO 2015/2016
 

“I have a dream”, diceva M.L.King nel 1963. "I have a story" è il mantra più recitato oggi.
Sogno e storia hanno due fattori in comune: possono raccontare qualcosa che è già stato fatto, o essere sinonimi di un desiderio per il futuro. 

Cosa cosa? Il futuro anteriore? Quel tempo del modo indicativo dagli effetti un po’ magici? quello che proietta in avanti il pensiero e poi lo fa rimbalzare indietro, e quindi fa sentire già un po’ fatta una cosa che si vuole fare? Cos’è, manipolazione? Saremo mica ancora lì a credere alle favole? 

Il Cenacolo di Leonardo. È ovvio dire che è un capolavoro; meno ovvio poter entrare dentro i significati del dipinto, aiutati dalle profonde riflessioni di Pietro Petraroia, che a suo tempo ne diresse il restauro. 

Sinestesia, parole e musica: intervista a Alessandro Lucchini

Alessandro, tu che sei un linguista, o come ti piace definirti un “operaio delle parole”, puoi raccontarci che cos’è la sinestesia?
La sinestesia, insieme alla metafora, è la più importante figura retorica consegnataci dal mondo classico. Il mondo classico è quello che ha studiato la retorica, intesa non in accezione negativa, ma come studio delle relazioni umane, quella che oggi si direbbe la scienza della comunicazione.
La parola sinestesia viene dal greco (syn, “insieme” e aisthánesthai, “percepire”) e significa sentire – con, cioè sentire in un modo più complesso che non solo attraverso un unico senso.
 

Facciamo rete. Bagagli pieni di nuovi strumenti per il “Movimento Donne Impresa” di Confartigianato.

Fare rete, agire il cambiamento, acquisire nuovi strumenti di relazione e comunicazione. Progetti da raccontare e progetti da costruire. Il tutto al femminile. Palestra è stata il partner del “Movimento Donne Impresa” di Confartigianato in due giornate di formazione a Treviso agli inizi di giugno.
 

Tre storie di ragazzi

Solo tre storie, minime (forse), da mettere insieme e trarne qualche conclusione. Un bambino alle giornate FAI si cimenta nell’arte della guida all’arte. E lui, il piccoletto, si fa Cicerone, con competenza e capacità critica. Si vede che qualcuno l’ha accompagnato nella sua crescita.
 

 
 
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