11 - 12 - 2017

Pocherighe

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Cos’hanno in comune personal branding, career management, e gestione della reputazione?

Perché oggi è importante pensare e agire in termini sia di personal branding sia di corporate branding?
 

Due orecchie, una bocca.
Il titolo dell’ultimo libro di Palestra nasce da una riflessione semplice semplice, quasi banale: ascoltare e parlare sono due facce della stessa medaglia, ma l’ascolto viene prima.

 

Due orecchie, una bocca.
Sono due facce della stessa medaglia. Ma l’ascolto viene prima.
Il public speaking è la scuola superiore: l’ascolto sono le elementari e le medie. Hai voglia fare le equazioni, se non sai le tabelline.
Allenarsi all’ascolto è anche la migliore terapia preventiva contro i rischi del narcisismo, che a volte porta gli speaker a dimenticare il dialogo “con” il pubblico.
 

Vediamo quello che in neurolinguistica è chiamato il metodo CRG, Calibrazione-Ricalco-Guida, che serve per creare con l’interlocutore una relazione di fiducia, un feeling. La calibrazione e il ricalco costituiscono lo strumento per costruire una relazione inter-personale positiva, per poi approdare alla guida, l’obiettivo.

Urgente e urgente e ancora urgente.
Sono tutte urgenze? Che stress!
A chi dare la precedenza?
Ascolto tutti. Decido. Ma che diavolo di confusione.

Se a volte ti ci ritrovi e ti capita di fare quasi a pugni col tempo, vuol dire
che puoi fare qualcosa per il tuo TEMPO.
 

Il nostro obiettivo: dimostrare che il cambiamento è frutto di concretezza, sì, ma anche molto di narrazione.

Perché è naturale. Siamo cresciuti con le storie. E cosa fanno i grandi leader, se non raccontarci storie? E attraverso esse guidare, interpretare, ristrutturare.
 

Budo, la via che conduce alla pace: l’arte marziale come metafora delle relazioni nel mondo del lavoro.


“La Pietà è già dentro il blocco di marmo: io devo solo eliminare il superfluo”
Michelangelo
 


Riprendiamo dopo le vacanze estive con un pocherighe che rimanda al sito aggiornato di Palestra della scrittura, pieno di spunti per riflettere e migliorare l’efficacia della nostra comunicazione.
 

Il modo corretto di scrivere una lingua non è solo formalismo, è qualità, riguarda il rispetto per il lettore, e la reale efficacia della scrittura.

Antilingua come frutto del terrore semantico, ossia la paura di usare parole semplici e concrete.

Introduciamo un argomento spinoso: l’abuso dei gerghi e del linguaggio burocratico.
Quante volte hai sospirato davanti a una circolare ministeriale?
Quando si tratta di parlar oscuro, il pensiero va alla pubblica amministrazione, ma non sono messe meglio le aziende, le banche, o le assicurazioni.
 

Il principio dell'omeostasi ci insegna che ogni sistema vivente, sia esso un'ameba, un individuo o un’organizzazione complessa, tende al mantenimento del proprio equilibrio, anche quando disfunzionale. Questo è tristemente noto a chiunque si occupi di dover introdurre dei cambiamenti a livello sia personale che organizzativo. 

Un corso sullo scrivere storie probabilmente dovrebbe durare tutta la vita, perché sempre cambia la mano, l'occhio, l'orecchio di chi si appresta a narrare. 

Alla fine ho tirato un profondo sospiro di sollievo.
Eppure sapevo che era andato tutto bene, perché l’astronauta Paolo Nespoli
non solo era atterrato con la Sojuz, ma aveva potuto raccontare il suo rientro.
Comodamente seduto a casa mia ho vissuto e percepito lo stato d’animo di chi compie l’avventura del rientro.
E’ una situazione in cui niente deve andare storto. Una procedura dopo l’altra.
Ripetuta 100 volte a terra.
 

Carissime e carissimi,
questo è il calendario dei nostri corsi.
E’ un calendario ricco, nel quale è anche possibile
ritagliarsi un vero e proprio percorso formativo.
La sede è in Palestra, a Milano.
Per ciascun corso una breve descrizione e
la presentazione del docente via LinkedIn.
 

Le storie ci appartengono nella stessa misura in cui ci appartiene il pensiero.
Sono intorno a noi, nelle relazioni che instauriamo con le persone e le cose, sono dentro di noi in un continuo movimento di costruzione di significati.
Scrivere le storie significa sottrarle alla vaghezza, armarle di suoni, colori, consistenze, premesse e conseguenze.
 

Che cosa rende un discorso in pubblico efficace, coinvolgente, a volte persino memorabile?
Che cos’hanno di particolare alcuni speaker, che sanno accedere al cuore e al cervello del pubblico, con o senza slide, con o senza video, che parlino all’inizio o alla fine di una riunione, che portino una tesi consolidata o che rischino i tuoni della rivoluzione?
 

Don’t shoot the storyteller
Lo storyteller crea danni perché non è oggettivo, non contestualizza, non aiuta a comprendere i fatti e a metterli nella giusta prospettiva.
 

E perché quella voce che trema? perché quella lingua felpata, le mani che sudano e che non sanno dove andare? Perché, anche se non siamo proprio alle prime volte, parlare in pubblico resta tra le paure più diffuse tra gli esseri umani?

Quella mania di vivisezionare le parole.

#MakeWhatsNext - Girlz in Tech Europe - è il titolo dell’evento europeo svoltosi nei giorni scorsi all’Università Ca’ Foscari di Venezia, organizzato da Microsoft per sviluppare la cultura e la formazione scientifica nelle ragazze.
 

 
 
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