Pioltello: una serata salutare

Pioltello, 13 maggio, ore 21. La “prima” de Il linguaggio della salute. Parlano gli autori, parlano i racconti: storie di comunicazione e della pazienza dei pazienti.

Durante il corso di lettura ad alta voce organizzato dalla biblioteca di Pioltello, Sara, la docente, li aveva avvisati che al momento della prestazione l`adrenalina aumenta; e poi, tanti auguri per il sonno, quando vai a casa a dormire.

Per la sera del 13 maggio, alcuni partecipanti al corso sono ingaggiati per leggere passi del libro Il linguaggio della salute, una ricerca sul modo di comunicare fra medici e pazienti, che riporta fra l`altro i racconti di vari casi significativi. Gli autori li hanno chiamati Scenari: sono storie di comunicazione legate alla salute, in cui i lettori possono identificarsi. Senza fare il bigino delle regole, ma partendo da situazioni reali, o realistiche, nelle storie sono poi inserite le riflessioni e i suggerimenti sul linguaggio.

Nella sala conferenze della Cascina Dugnana di Pioltello, la serata inizia proprio con la lettura di una di queste storie, emblematica. Protagonista è un medico, che vive tre situazioni speciali: in ospedale come paziente, senza che il chirurgo sappia di aver di fronte un medico; al pronto soccorso come parente, ad accompagnare la madre a una visita; in ambulatorio, dopo una visita, a riflettere sul proprio stile comunicativo.

Il pubblico ascolta, si immedesima, riflette. Poi partono i vari interventi. Elisabetta Peracino, una giornalista, racconta una serie di interviste da lei svolte e rassicura sulla disponibilità dei medici a migliorare il modo di comunicare con i pazienti. Qualcuno mostra riconoscenza verso gli infermieri, persone che condividono la sorte dei pazienti in ogni momento: per loro, è il paziente stesso il vero eroe di ogni storia, quello che dà senso all`impegno di tutti gli altri. Due simpatici giornalisti del settimanale Oggi, Edoardo Rosati e Mario Raffaele Conti, confidano la loro difficoltà e il loro costante impegno a parlare di medicina in modo comprensibile per tutti, senza dare informazioni scorrette come quelle che talvolta si trovano in internet. Un pubblicitario, Paolo Iabichino, parla invece di internet come strumento di democrazia: una piazza sconfinata che favorisce lo scambio di informazioni e di opinioni, utile contraltare alla pubblicità menzognera di istituzioni e aziende.

Un medico di Pioltello, Giovanni Rizzi, diverte il pubblico con aneddoti tratti dalla sua lunga esperienza; è perfino commovente quando racconta la propria inadeguatezza di fronte a una persona che viveva con coraggio le sue ultime ore. Un altro medico, Antonino Frustaglia, parla del rapporto con i suoi pazienti di Pioltello, anziani, giovani, stranieri; di come la vita sia l’arte dell’incontro, anche tra medici e pazienti; di come il medico studia il paziente e il paziente studia il medico, ognuno per capire se e come si può affidare all’altro, e quindi di quanto sia importante il linguaggio per la relazione che viene così a stabilirsi.

Quando un’altra autrice, Silvia Frattini, mostrato vari esempi di referti scritti in maniera enigmatica, alcuni medici di famiglia presenti in sala si dichiarano a favore dei colleghi: “Il referto - dicono - è una comunicazione destinata a un collega, e non al paziente: è perciò corretto l`uso di un linguaggio specialistico”. Chiude Francesca Gagliardi, ribadendo che il libro è ispirato all`idea che ogni questione può essere affrontata bene solo se è condivisa e se ciascuno quindi prova a mettersi nei panni dell`altro. La buona comunicazione, anche in ambito sanitario, presuppone il desiderio di una buona relazione fra persone, la disponibilità a condividere con l`altro almeno qualcosa di se stessi.

Due ore volate tra riflessioni, provocazioni, racconti, sorrisi.
E si chiude con molti di presenti in fila a comprare il libro. Ne sarà lieta - tra gli altri - Emergency, cui sono destinati i diritti d’autore.

... e per chi a Pioltello non c`era, ecco un assaggio della serata!