I GENERI

FilosofiA o FilosofiO?
Anima e corpo, oggettività e soggettività nella (rara) scrittura filosofica femminile
Nicoletta Filiberti

René Descartes ed Elisabetta di Boemia. Martin Heidegger e Hannah Arendt.
Perché proprio loro? Per capire se, quando scrivono di filosofia, ci sono analogie o differenze tra uomini e donne. E per provare a rispondere a una domanda: esiste una scrittura filosofica femminile?

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    La scrittura invisibile
    Parola di speech writer
    Roberta Guerini

    Scrivo da una vita, da quando il mio professore di lettere decise che non lo sapevo fare e criticò il mio tema di fronte a tutti i miei compagni. Non avrei però mai pensato che la scrittura sarebbe diventata il mio vero unico lavoro. E soprattutto non avrei mai pensato che il maggior lettore e - mi auguro - estimatore dei miei scritti sarebbe stato proprio un uomo.
    Sono infatti una speech writer: scrivo discorsi, articoli, saluti, letti o firmati da uomini politici e, più in generale, uomini pubblici che trovano nelle mie parole il modo migliore per presentarsi. Scrivo di tutto: sanità, infrastrutture, economia, cultura, politica. E lo faccio con un gruppo di colleghi, uomini e donne, che come me sono completamente invisibili. O meglio, quasi completamente invisibili.

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      Scrivere per sé, scrivere per gli altri
      Dal diario alla lettera
      Mariella Minna

      Scrivo un diario da molti anni. Ho iniziato quando ero bambina e, con molte interruzioni, ho continuato fino a oggi. A che cosa serve? Serve a riordinare il caos mentale, quel flusso di pensieri convulso che è la nostra vita interiore, quell’ininterrotto stream of consciousness che ci accompagna in tutti i gesti del quotidiano.

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        Scrivere di scienza, di economia, di politica e di altri terreni tradizionalmente maschili
        Intervista a Cristina Nadotti, giornalista di scienza
        Flavia Baldassarri

        Cercare di capire che cosa significa comunicare la scienza al femminile. Un’intervista a Cristina Nadotti, giornalista del gruppo editoriale L’Espresso. Si occupa principalmente di scienza e di tecnica. Riflessioni e spunti sul mestiere del giornalista e sull’essere donna in questo mestiere. Creatività e tecnica, curiosità e cultura.

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          Scrivere per chiedere aiuto
          Un uomo e una donna “del mestiere” a confronto
          Eleonora Terrile

          Sempre più spesso ci capita di tornare a casa e trovare fra la nostra posta buste e lettere da parte di associazioni non profit, nazionali e internazionali, che ci chiedono attenzione, comprensione e sostegno economico.
          Sono tanti i fattori che ci portano a buttar via una busta o ad aprirla. A leggere l’incipit di una lettera e ad abbandonarla subito dopo, oppure ad arrivare fino in fondo e, qualche volta, un po’ più in là: in banca, in posta, al telefono o su internet, per una donazione.
          Fra i tanti fattori in gioco, uno è la scrittura, molte volte opera di professionisti del fundraising, vale a dire della “raccolta fondi”, esperti nell’arte di “chiedere aiuto”, affinché le persone donino.

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            Le arti femminili
            Amori quasi segreti in una stanza tutta per sé
            Chiara Quaglia

            C’è un mondo poco noto al marketing e alla comunicazione ed è quello delle “arti femminili”: parola terribile e razzista che definisce un mondo di professioni e abilità non dimenticate, ma considerate antiquate e tipiche delle casalinghe o adatte a chi ha tanto tempo a disposizione (quasi una vergogna, in una società che si vorrebbe frenetica).
            In rete però si scopre che a ricamo e cucina si dedicano non solo casalinghe, ma professioniste, impiegate, informatiche, che trovano in rete donne uguali a loro e che non si vergognano di portare avanti una femminilità avversata da molte.

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              Incroci di lingue, incroci di culture: la traduzione

              Carla Rasca

              Tradurre è musica e movimento, sia che si tratti dell’emozione creata dall’intonazione delle parole scelte per esprimere uno stato d’animo, sia che si tratti di quella creata dall’impatto visivo che le parole scritte producono con il loro movimento sulla pagina e nel cuore: le parole lasciano un segno profondo.
              Ci sono parole da sospingere e parole da evitare, musica e non stridio, attimi in cui poter scrivere colpendo nel segno, mantenendo il tono e il ritmo dell’emozione che l’autore originale voleva trasmettere.

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                Dalla scrittura digitale alla scrittura palmare

                Elena Ubertazzi

                La femminilità della scrittura si declina anche nella scelta dello strumento per scrivere. Le donne ne hanno a disposizione due tipi. I primi: penne, pennarelli, stilografiche e matite sono simili tra loro perché stanno letteralmente in mano a chi li usa, e forse per queste qualità servono per scrivere certe cose e non altre. I secondi sono i mezzi digitali, che corrispondono a tutti quei sistemi dotati di tastiera, dalla macchina da scrivere in poi. Da ogni strumento deriva un testo scritto diverso.

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                  Quando le donne intervistano le donne

                  Carla Falconi

                  Se un’intervista inizia così: “due grandi occhi azzurri mi guardano sotto una frangetta sbarazzina”, oppure “si muove con eleganza dentro un tubino nero”, oppure “scarpe basse e solo un filo di trucco” potete scommettere che l’articolo è firmato da una donna.
                  Sia che si tratti dell’intervista a una diva pubblicata su una rivista di moda o dell’articolo su un politico (donna) pubblicato da un quotidiano, gli incipit sono più o meno così, soprattutto quando si tratta di donne che scrivono di donne.

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                    Scrivere di tecnologia

                    Flaviana Facchini

                    Può la tecnologia, da sempre terreno culturale maschile, attirare l’attenzione delle donne? Come trasformare, attraverso la scrittura, un computer, un software, un videogioco in oggetti del desiderio?
                    Questo è il punto di partenza della mia esperienza pluriennale di scrittura e di comunicazione per le aziende. Rendere desiderabile un concentrato di tecnologia, suscitare la voglia di possesso, il desiderio di acquisto da parte del lettore.

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                      Abbasso le pandette!
                      Scrivere chiaro in termini giuridici
                      Carla Carrera

                      Scrivere testi di legge, decreti, regolamenti, sentenze, delibere. Tanti gli esempi che ciascuno di noi ha in mente, parole che scorrono davanti agli occhi come nello scroll di un cellulare: ”Visti gli articoli… del codice… in materia di…, si decreta…”, “Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale… “, “È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare…”. Il tutto firmato dalle massime autorità dello Stato.
                      Determinazione e solennità per disciplinare, regolamentare, risolvere un contenzioso. Scrivere su questioni normativo-giuridiche non è facile.

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                        Chissà perché alla fine tocca a me

                        Stefania Panini

                        Mi occupo di sistemi formativi e di sviluppo risorse umane. Per lavoro mi capita spesso di scrivere e di aiutare a scrivere: svolgiamo ricerche, curiamo i contenuti dei corsi in e-learning, assistiamo i formatori aziendali nella preparazione di lezioni e presentazioni, curiamo e scriviamo pubblicazioni e dispense.
                        Scrivo in due modi: il modo lasco e prolisso della scrittura burocratica e di una certa “professional maniera” (eh sì, mi viene ancora richiesto); il modo multiplo della scrittura che deve catturare, interessare, portare contenuti da apprendere.

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                          Intuito (e non solo) nella scrittura di business

                          Beatrice Pierotti

                          La scrittura razionale è piatta e noiosa (pensiamo, per esempio, alle lettere degli studi legali). La scrittura emotiva è coinvolgente ma confusa: va bene per scrivere poesie.
                          Il business writer le usa entrambe, scrivendo, rileggendo e riscrivendo finché non sente di aver raggiunto il suo obiettivo: essere letto e capito, e suscitare una reazione positiva nel lettore. Ecco perché – quale che sia l’argomento - i testi scritti da un business writer sono sintetici, chiari, interessanti, coinvolgenti.

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                            Parole migranti

                            Anna Franzetti

                            La letteratura della migrazione in Italia è un’esperienza recente, segno del rapido cambiamento dei tempi: mai come ora la nostra penisola ha conosciuto movimenti migratori così intensi. Questo nuovo genere letterario, nato con i racconti autobiografici dai contenuti ben definiti come il tema del viaggio, il difficile inserimento nella realtà italiana, la nostalgia per il Paese lasciato, si è rapidamente evoluto assumendo una valenza sociale e politica importante.

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                              Veronica e Silvio: lettere d’amore o lettere al direttore?

                              Luciana De Laurentiis

                              Donne e uomini che scrivono lettere: a un amico, a un amore, a un giornale.
                              Proprio in questi giorni due lettere particolari sono comparse sulle prime pagine dei quotidiani: le lettere di Veronica e Silvio Berlusconi.
                              Come proiettano le loro idee e i loro sentimenti in queste due lettere? Con quali differenze di scrittura?

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                                L’intervista? È femmina!

                                Silvia Frattini

                                Quello delle interviste è un genere che alle donne riesce particolarmente bene. Per una capacità innata di entrare in sintonia con l’interlocutore. Per lo spirito maieutico con cui indagano nell’altro portandone alla luce complessità e risorse. Perché amano le parole e le storie.
                                E la scrittura? Quale ruolo riveste in questo intrigante gioco di specchi? Ne discutiamo con tre “esperte del mestiere”.

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