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Acqua e cenere

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di Chiara Lucchini

Oltre la sosta, ripartire

Dio! Dio! Come tedioso e stracco, senza sapore né costrutto, mi si rivela questo bulicame del mondo! Schifo! Schifo! 
Inizia con l’Amleto di Shakespeare in epigrafe il romanzo di Chiara Lucchini. Ma la definizione “romanzo” non lo può contenere: questo scritto è soprattutto un richiamo alla vita. 

Un canto che a tratti si strozza in gola, inciampa nello stridere degli opposti, Acqua e cenere infatti ne è il titolo, ma poi trova sbocco nelle parole. Parole sputate in faccia al tempo che non ha risposto alle promesse dell’infanzia. Parole a rotta di collo giù a inseguire la ragione del precipizio, i suoi perché: perché si è ammalata di depressione.

Dentro di me non c’è assolutamente nulla, sono completamente vuota. Non esisto, non sono più.

Sospeso, a mezz’aria, un filo che è consapevolezza, sfida, paura. Un filo che si fa corda e coraggio: la ragazza è in cordata sulle rocce della vita. Con sé, la sua famiglia, qualche amico, un maestro, gli altri. 
C’è anche la mosca di burro, che turba e scappa, si nega e concede, e nell’alternanza alimenta la propria attrattiva: la mosca è simbolo di quella leggerezza che la protagonista desidera però in fondo rifugge, in ossimoro com’è tra sogno e ragione, speranza nel futuro e attonito deja-vu, tesa verso una perfezione che, lo capisce tra le pagine, non esiste.  
Poi c’è anche certa scuola che baratta libertà e spontaneità con la mnemonica, ci sono certi camici bianchi che fanno visita senza vedere, e c’è su tutto quella bollache rinchiude. La pesantezza dell’essere ti può cogliere anche a 16 anni. Zavorrata, prova a capire se elevarsi sul mondo sia quello che vuole. Ma allontanarsi per danzare in solitudine non le può bastare: del mondo ha bisogno. Che sia movimento, però: del corpo del pensiero del cuore, che sia emozione. 
E così, assediata dall’immobilità del vortice, spezza quella catena rivoltante con un gesto che vuol essere irreparabile: va in stazione. 
Ma lì, dove ci si ferma, lei va per ripartire. 
L’acqua ora può ricominciare a scorrere.

TITOLO: Acqua e cenere
AUTORE: Chiara Lucchini
EDITORE: AltroMondo
ANNO: 2009
WEB: AltroMondo

  • Posted by Bruno Cover
  • On 20 Settembre 2012
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Tags: filosofia