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Le relazioni virtuose

relazioni virtuose

di Claudio Maffei

Dalla magia della scrittura alla magia delle relazioni

Falzea Editore
Pagine 170 – Euro 13,00

La comunicazione è magia… È molto potente, in grado di modificare la realtà nostra e degli altri. Con il linguaggio possiamo creare emozioni, influenzando noi stessi e le persone con cui entriamo in contatto.

Richard Bandler e John Grinder hanno introdotto il concetto di programmazione neurolinguistica, o PNL, per indicare che la nostra mente, come un computer, funziona in base a programmi. Questi programmi, contrariamente a quanto spesso si è portati a credere, non sono innati, impressi nel nostro DNA, ma cominciano ad essere appresi fin da quando incomincia la vita stessa. I cinque sensi (vista, udito, olfatto, gusto, tatto) sono le nostre porte verso il mondo. È attraverso di loro che noi percepiamo la realtà e modelliamo la nostra immagine della realtà. 

Un’infinità di segnali arrivano contemporaneamente ai nostri occhi e alle nostre orecchie. C’è bisogno di semplificare, di concentrare l’attenzione solo su quei segnali che riteniamo importanti. Il criterio di selezione dipende dai nostri filtri sensoriali e da altri fattori come le convinzioni che condizionano le esperienze e le esperienze che hanno formato le convinzioni…

Incominciamo molto presto a filtrare le informazioni e ad elaborarle secondo schemi mentali che andiamo a costruire nel tempo in base al nostro vissuto e alle nostre percezioni, assolutamente soggettive. Quando impariamo a codificare i nostri pensieri per comunicare, utilizziamo un linguaggio. A ogni parola attribuiamo un significato, una serie di emozioni legate a ciò che quella parola evoca in noi. 
Ecco perché la programmazione è detta “neurolinguistica”.

Tutti noi abbiamo una collezione di parole “magiche” che ci fanno sentire felici e, viceversa, detestiamo altre parole perché queste risvegliano nella nostra mente ricordi dolorosi o sgradevoli. Il punto affascinante è che ciascuno di noi riesce a costruirsi una propria mappa del territorio, mappa che, naturalmente, come tutte le mappe di questo mondo, è soltanto una rappresentazione della realtà, con sconti, approssimazioni e addirittura distorsioni.

Essere consapevoli di questi meccanismi mentali può essere di grande aiuto per stare meglio e per comunicare più efficacemente con le persone che ci stanno accanto.

Addirittura possiamo dire che, modellando opportunamente i nostri pensieri, aumenteremo le nostre probabilità di successo. Quando siamo giù di tono, rendiamo inevitabilmente di meno ed è meno probabile che riusciamo ad ottenere ciò che vogliamo. Quando invece stiamo bene, siamo in piena forma, abbiamo la convinzione di farcela, è molto più probabile che ne usciamo vittoriosi.

Il pensiero influenza la fisiologia e viceversa. Il modo in cui ci sentiamo ci fa entrare nel ruolo del vincente e ci mette nella condizione di raggiungere gli obiettivi. 
È’ come se indossassimo un abito magico.

Questo grande potere sta in quella parte della mente che chiamiamo “inconscio”. 
È l’inconscio ad essere responsabile dell’apprendimento, del comportamento e del cambiamento. Si può cambiare in qualunque momento, a qualunque età. 
Basta volerlo! Il cambiamento non solo è possibile ma è insito nella natura. 
Tutto cambia, tutto è in perpetua evoluzione, tutto si trasforma continuamente. Sarebbe follia pensare che solo gli esseri umani possano sottrarsi a questa legge naturale.

La magia della comunicazione consiste soprattutto nello stabilire una “relazione virtuosa” con l’altro. È ciò che Bandler e Grinder chiamano “entrare in rapport”. Significa di fatto rispettare il modello del mondo dell’altro, prenderne atto e adeguarsi ad esso. Dunque, per convincere qualcuno e indurlo a cambiare atteggiamento o comportamento è necessario stabilire un “rapport”, una relazione virtuosa. Ciò significa entrare nell’inconscio dell’altro. Non è vero che gli opposti si attraggono. Vale invece il contrario. Noi amiamo le persone che hanno caratteristiche simili alle nostre, che hanno mappe mentali sovrapponibili, almeno in parte. 
Quando riconosciamo nell’altro qualcosa che ci somiglia, ci sentiamo “a casa”, 
a nostro agio. Per acquisire la fiducia dell’altro, per entrare in relazione, occorre ricercare o evidenziare ciò che accomuna piuttosto che accentuare le differenze.

La comunicazione “magica” diventa seduzione. Seduzione, nel suo significato originale, vuol dire condurre con sè, accompagnare il nostro interlocutore verso un cambiamento in un clima di fiducia reciproca.

Le abitudini sono radicate nel subconscio. Cambiare significa adottare schemi diversi. Se sto parlando in pubblico e vedo che le persone si annoiano, posso fare qualcosa di diverso. Se facendo sempre le stesse cose accumulo frustrazione e mi sento infelice, perché non tentare un’altra strada? 
Quando tengo corsi sulla comunicazione efficace trovo molte persone che mi chiedono un “libretto di istruzioni” per vivere, le istruzioni per l’uso del mondo.
Le persone vogliono regole, perché le regole danno sicurezza. 
Purtroppo, l’unica regola che conosco è che non ci sono regole.
La regola principale nell’applicazione degli stratagemmi o giochi di prestigio è non seguire nessuna regola fissa. Come il flusso dell’acqua si adatta a ogni piega del terreno per garantirsi il suo corso, così lo stratega va incontro alla vittoria imitando il comportamento dell’acqua, elemento che vince senza combattere. Al pari dell’acqua l’abile stratega si adatta a ogni circostanza anziché tentare di condizionarla.
Sono semmai due parole chiave come curiosità e flessibilità che ci possono aiutare a migliorare le relazioni con gli altri e, quindi, ad essere più felici. Infatti, come dice il filosofo spagnolo Fernando Savater, al di là di tutto quello che ci hanno raccontato da bambini, l’unico vero obiettivo di un uomo sulla terra, è il raggiungimento della propria felicità e…la qualità della vita di ognuno è direttamente proporzionale alla quantità di insicurezza con la quale è in grado di convivere.
Perché dunque essere curiosi e flessibili?
Per ampliare la propria esperienza al fine di avere più scelte e, quindi comunicare meglio con gli altri.

Voglio concludere con due citazioni. La prima è di Richard Bandler: “Invece di perdere tempo nel domandarti il perché delle cose, usa il tuo tempo per fare delle cose che possano avere successo”.
La seconda è di Lao Tse: “ Il mutamento delle situazioni non si può fissare. Fissandolo in una regola si mancherebbe il bersaglio”.

  • Posted by Bruno Cover
  • On 20 Settembre 2012
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Tags: filosofia