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Il paradosso dell’ubiquità potenziale

di Gabriella Rinaldi

Ci sono dei giorni in cui la mente è più sgombra, l’aria è meno densa e i pensieri si sentono liberi di sollevarsi e contaminarsi tra loro: decisamente una “leggerezza della pensosità”. Nei giorni così può capitare di leggere una frase nota da tempo e di scoprire un mondo nuovo, o almeno trovare le parole per descriverlo.

“Power is nothing without control”

(pausa)

Anche solo dopo aver letto questa sequenza di parole la mente si stabilizza: sente la potenza, sente il controllo.

Si tratta di un famoso slogan pensato per una nota azienda di pneumatici che ha, è il caso di dire, una potenza inaudita. Era il 1994 quando la campagna pubblicitaria venne lanciata mettendo nero su bianco un’intuizione che trova nelle parole e nella figura di Carl Lewis credibilità e coerenza. Ma il genio sta, a mio parere, non tanto nella creatività esplosiva e ferma degli autori, quanto nella sua capacità di risultare attuale e applicabile alla vita di chi legge e guarda praticamente sempre nei secoli dei secoli.

La corsa, insieme a quella sensazione del succedersi inesorabile e fugace degli eventi, ci travolge praticamente sempre sia che siamo maratoneti professionisti sia che siamo corridori amatoriali che fanno del proprio meglio per percorrere la strada. Siamo così tanto digitalmente immersi nel reale e così realmente digitali che viviamo solo di sensazioni, le quali fanno perdere il senso di un momento perché tanto ce ne sarà sempre uno più importante e contingente da vivere. In sostanza vivi il presente e abbi anche il dono dell’ubiquità nella linea temporale della tua vita, così giusto per farti un’idea di cosa c’è stato prima e cosa c’è stato dopo – mica per trovare un senso unitario allo scorrere delle sequenze!

Dunque c’è un modo per risolvere, o almeno, raggirare il paradosso dell’ubiquità potenziale che si risolve in assenza potente dalle proprie vite?

La mia risposta è: si, attraverso la scrittura, la lettura e tutti i processi creativi in generale. Perché?

Cominciare a scrivere, per esempio, corrisponde all’idea di prendersi un momento di riflessione per articolare uno stile, un linguaggio, dei tempi, dei luoghi e dei personaggi. Iniziare significa decidere di procedere dal generale al particolare e selezionare: i mondi possibili si mescolano e le parole danno forma ad un risultato nuovo e ben preciso che assume regole sue, anche limiti tutti suoi. Quando vogliamo scrivere tutto è possibile eppure dobbiamo arrivare a raccontare una cosa sola.
Anche se vogliamo iniziare a leggere un libro facciamo una scelta molto specifica e ci prendiamo più o meno tempo per farlo.

Essere coinvolti in un processo cognitivo di questo genere è creatività. La creatività è controllo, ovvero sottrazione della nostra persona dalla realtà contingente per prendere coscienza di noi stessi ed elaborare le nostre impressioni. Non è altro che un valido e buon espediente per astrarsi per un attimo dal mondo delle possibilità ed entrare nel nostro personale mondo della realtà.

Un altro motivo per cui questo tipo di esercizio significa riprendere il controllo è che ci obbliga a gestire il caos intorno, invece che subirlo, attraverso gli strumenti a noi più congeniali per trasformare un potenziale arricchimento in potenza che arricchisce.

Come sempre Calvino ci vedeva lungo: festina lente, cioè lentamente veloce. Potenza e controllo.
Secondo lo scrittore il valore sta persino nelle storie che non sembrano mai arrivare a destinazione. “La digressione”, diceva, “è una strategia per rimandare il finale, è il moltiplicarsi del tempo all’interno dell’opera, una continua evasione.” Potenza e controllo.

Vogliamo essere performanti, agili ed efficienti. La potenza di oggi è semplicemente evitare di incontrare ostacoli nel corso del viaggio.

Ecco perché abbiamo bisogno della scrittura, della lettura, dell’arte e della musica. Ecco perché abbiamo bisogno di esserne autori e fruitori ad un tempo.

Abbiamo bisogno di prenderci il potere di restare in controllo del nostro personalissimo tempo di vita.

 

  • Posted by Gianfranco Lucchini
  • On 17 Dicembre 2019
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