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Soluzione 7%

di Marco Lattuada

Parole, parole parole. Una gran confusione. Che poi, quanto conta davvero?

Nel Dizionario Enciclopedico Treccani ci sono oltre 465.000 vocaboli.
Nel dizionario Zingarelli 185.000.
Nella lingua parlata ce ne sono molti altri ancora, inventati di sana pianta, prodotti da storpiature, parti integranti di slang, gerghi e codici.
Ma quante parole usa una persona nella sua esistenza? Di quanti vocaboli è costituito il suo patrimonio?
In un articolo del sito Treccani si citano al proposito gli studi di Tullio De Mauro, che individua all’interno del Lessico comune (47.000 vocaboli) quello che definisce il Vocabolario di base di ogni persona, il patrimonio lessicale che copre il 98% dei suoi discorsi.

Esso è composto da:
lessico fondamentale, parole di uso frequentissimo, con le quali siamo cresciuti, ne conosciamo il significato e l’uso. Coprono il 90% dei discorsi;
lessico di alto uso, sono le parole dell’apprendimento scolastico e riguardano il 6% della comunicazione;
lessico di alta disponibilità, sono comprensibili da tutti e sono utilizzati in certe circostanze (l’1-2% dei discorsi).

Possiamo provare a operare una distinzione simile mettendoci nei panni di chi riceve la comunicazione:
1. Parole di uso quotidiano, familiari. Sono le parole utilizzate ogni giorno, di cui si conosce il significato e con le quali si comunica con le persone che ci stanno vicine.
2. Parole connesse alla propria attività (professionale, scolare, socio-culturale…). Sono i termini che si usano nel lavoro, a scuola, nell’ambiente sociale in cui si vive. Il loro significato è stabilito e accettato all’interno della cerchia.
3. Parole conosciute. Parole che si sono incontrate qualche volta nella vita. Di esse si conosce, ma non sempre, il significato, leggerle o ascoltarle non ci trova impreparati.

Quali sono le variabili che influenzano le dimensioni e la composizione di questo patrimonio?
– Sesso
– Età
– Attitudini e abilità personali (memoria, capacità di ascolto, letture, esercizio…)
– Livello di scolarizzazione (inteso non solo come grado, ma anche come qualità dell’istruzione ricevuta)
– Ambiente socio-culturale (tradizioni, estrazione sociale, frequentazioni, hobby, mezzi di comunicazione…)
– Nazionalità
– Professione

Questo patrimonio influenza la componente verbale della comunicazione, che però, agli effetti della sua efficacia, incide per una percentuale di gran lunga inferiore a quella delle altre due componenti (paraverbale e non verbale).
Secondo Albert Mehrabian (ben esplicito il titolo del suo studio più famoso: Silent Messages), l’incidenza del contenuto verbale nel messaggio comunicativo orale è del 7%, a fronte del 38% degli aspetti paraverbali e del 55% del linguaggio non verbale.
Cosa succede allora quando una persona comunica ad altri? Cosa avviene in quel 7% di componente verbale della comunicazione? Come si incontrano i patrimoni di vocaboli di chi comunica e di chi riceve la comunicazione?

Ho provato a rappresentare quello che succede nella figura qui sotto.
In nero e in bianco sono rappresentati i patrimoni lessicali rispettivamente di chi Comunica e di chi Ascolta (o legge).
I vocaboli utilizzati nella comunicazione sono rappresentati da:
area grigia: vocaboli conosciuti da entrambi e ai quali entrambi danno il medesimo significato o attribuiscono lo stesso concetto.
area gialla: vocaboli utilizzati da chi parla ma sconosciuti a chi ascolta.
area rossa (pericolo!): vocaboli conosciuti da entrambi, ma con significato o concetto diverso (zona ambigua).

 

Come si può notare, chi comunica deve avere sotto controllo le tre aree:
– l’area grigia dev’essere la più ampia possibile; più si riduce a vantaggio delle altre, più il 7% della componente verbale tende a zero (e se non si è Dario Fo con il suo grammelot, bisogna preoccuparsi);
– l’area gialla dev’essere riportata il più possibile in quella grigia con attività preliminari (glossario, introduzione, preambolo, …)
– la zona rossa deve essere annullata o ridotta ai minimi termini onde evitare pericolosi danni collaterali (analisi preventiva, incontri preparatori, …).

  • Posted by Gianfranco Lucchini
  • On 4 Novembre 2019
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Tags: Albert Merhabian, dizionario, lessico, Marco Lattuada, Palestra della Scrittura, Soluzione 7%, vocabolario di base