Milano
  
+39 2 36747940
        

Non solo tecnologia. Innovare, una sfida di sostanziale comunicazione

                                       “Quando davanti a mondi nuovi, a sfide che ci impongono di rimettersi in
gioco e di reinventarsi, molti si spaventano e magari rinunciano, altri si
entusiasmano. Scoprendo in quel che non si conosce e persino
nell’imprevisto, nuove opportunità” – Roberto Bonzio

Non solo tecnologia.
Innovare, una sfida di sostanziale comunicazione

di Elisa Pasolli

Palestra della Scrittura ha avuto l’onore e il piacere di partecipare attivamente alla conferenza d’apertura della Legalcommunity Week, evento giunto quest’anno alla sua terza edizione, tenutosi il 10 giugno 2019 e organizzato da Deloitte Legal, con il sostegno di Intesa Sanpaolo.

“Innovation, Intelligence and Legal Tech”
Così intitolata la conferenza, ma soprattutto tre parole da cui sono partiti i keynote speakers nelle loro riflessioni di fronte a pubblico composito, formato dai più importanti studi legali italiani ed internazionali, nonché da operatori del mondo della finanza e del business.

“Voi, avvocati, rappresentate un’ èlite per questo Paese, uno status di cittadini del mondo che non si può risolvere in un senso di estraneità rispetto al destino della nostra comunità civile.”
Così, Ferruccio De Bortoli, illustre giornalista del Corriere della Sera, ha aperto il suo intervento. Prendendo spunto dalla complessità del nostro ordinamento giuridico e dalle conseguenti difficoltà legate all’interpretazione e all’applicazione delle leggi, De Bortoli ha esternato la sua preoccupazione circa il degrado della lingua italiana, a cui stiamo assistendo, il quale si traduce in una desolante oscurità delle norme. In questo clima incerto, aleggia troppa rassegnazione nell’accettazione di una stagione che potremmo definire di “sciatteria legislativa”. Ecco che allora una voce più organizzata dell’avvocatura e una denuncia più corale dei limiti di questa contraddittoria fase della gestione della giustizia risultano indispensabili per un dibattito meno ideologico e pregiudiziale, più improntato all’efficienza dell’amministrazione sul versante civile. Se invece, prevarrà, anche tra i più giovani, un atteggiamento di rassegnazione, allora la qualità della cittadinanza a cui a parole teniamo tutti, verrà certamente meno. “In questa fase della vita politica della storia nazionale, abbiamo bisogno – continua De Bortoli – “di un sussulto di partecipazione da parte delle classi dirigenti più preparate e avvedute ma se queste, internazionalizzandosi si rinchiudono nel loro ambito specialistico, in una sorta di Aventino nazionale, allora non potremo lagnarci di un’opinione pubblica che scambia giustizia per vendetta e consenso per legittimità. Io penso che una grande comunità professionale come la vostra possa dare un contributo anche alla crescita della società, al di là di quello che è il compito stretto della vostra singola professione”.

Ci troviamo, certamente, di fronte ad un cambiamento epocale: anche la professione di avvocato, per anni baluardo di un sapere tecnico-scientifico, deve prendere coscienza del cambiamento in atto, dove l’innovazione non è una scelta bensì una necessità.

“Non saranno i più forti, e non saranno
nemmeno quelli più intelligenti, ma saranno quelli che più riusciranno
ad adattarsi al cambiamento a sopravvivere all’ondata.” – Darwin

 Carlo Gagliardi, Managing Partner Deloitte Legal, ha parlato di 5 fattori imprescindibili che incidono sulla professione di avvocato:
1. Conoscenza Liquida
2. Minori Barriere all’ingresso del mercato
3. Globalizzazione
4. More for Less
5. Cambiamento in prospettiva
Fondamentale è sapersi porre nella condizione di capire come poter far evolvere la professione e conseguentemente innovare in maniera più rapida e meno costosa. La prima grande innovazione che gli avvocati possono porre in essere è sicuramente quella di scrivere in maniera comprensibile: farsi capire, dunque, è vitale. Tra le strade dell’innovazione, quali quelle delle intelligenze artificiali, molte sono fuori dal nostro dominio; ciò su cui si può lavorare è la capacità di scrivere in maniera utile a cercare di superare le barriere comunicative che allontanano i clienti.

Nella tavola rotonda, programmata per la seconda parte della mattinata, Alessandro Lucchini, nelle vesti di moderatore, ha guidato un vivace dibattito tra importanti giuristi internazionali, sia di studio che d’impresa. Gli stessi si sono confrontati su come far evolvere la professione giuridica per guidarne il cambiamento negli anni a venire, riflessioni utili non mere predizioni su come si evolverà questa professione.

“Di quali innovazioni ti senti protagonista e testimone con la tua storia?”– Questa la prima domanda posta ai relatori. Sibilla Ricciardi, CEO e co-founder di In2law, ha parlato della necessità di una comunicazione efficace e del fattore tempo. Comune è la frustrazione del cliente nel ricevere dei pareri molto lunghi: in questo caso specifico, il solo fatto di mettere nell’introduzione quella che è la conclusione e quindi la risposta, rappresenta un primo passo verso il cliente che fin da subito riceve l’indicazione di cui ha bisogno. Dunque ribaltare la struttura dell’esposizione delinea un piano d’azione efficace e un primo esempio innovazione. Importante poi, è l’attenzione rivolta al gergo utilizzato.

Le parole devono essere di chiara comprensione e non devono ricollegarsi all’appartenenza ad una casta, creando uno status.

 

 

 

Anche Joana Roucaryol, Senior Legal Manager di Value Retail, ha raccontato della sua esperienza personale: nella compagnia inglese per la quale lavora si utilizza un’unica pagina: il dipartimento legale deve esporre le proprie idee in un’unica pagina appunto, leggibile rapidamente cosicchè i dirigenti dell’azienda possano prendere altrettante decisioni velocemente. Un’altra politica aziendale consiste nel divieto, all’interno del dipartimento legale, di scrivere mail più lunghe di venti righe. Comprendiamo perciò che il linguaggio può essere non solo un effetto ma anche una causa di innovazione. Non dobbiamo vergognarci di adottare, per qualunque tipo di comunicazione come in quella legale, linguaggi non sacerdotali, diversi dal nostro: è opportuno capire qual è il linguaggio del mondo a cui ci rivolgiamo e adattarci allo stesso. Questo non significa banalizzare o sporcare i contenuti, ma semplicemente non aver paura di mettersi nelle scarpe di chi è dall’altra parte.

“Voi avvocati, siete stati chiamati ad essere diffidenti, lo scetticismo fa parte della vostra identità, ma creare ponti significa accettare qualcosa che sembra irragionevole, dunque alla luce di ciò qual è la vostra scuola di empatia?”
Per Sandra Mori, Data Privacy Officer Coca Cola Europe, ciò che ci caratterizza come essere umani, nel tema della libertà, è la possibilità di essere sempre noi stessi al di fuori di quello che si è imparato; ciò che ha cercato di trasmettere alle persone che hanno lavorato per lei è il fatto che si rimane sempre sé stessi anche quando si esercita la professione di avvocato. Essere curiosi di conoscere le persone, indipendentemente dal lavoro che svolgono, risulta fondamentale per interagire al meglio con loro; quindi è importante investire sull’aspetto relazionale: fare squadra, creare un ambiente di fiducia e condivisione, gestire le problematiche uniti ed arrivare insieme al risultato.
In un mondo guidato dalla tecnologia, il nostro vantaggio competitivo risiede nell’empatia, nella comunicazione e nella super-specializzazione.

“Quali sono i principali rischi e le principali opportunità per un giovane avvocato che si affaccia a questa professione?”
La risposta dei relatori è una risposta corale: la laurea in giurisprudenza non è più sufficiente, servono ulteriori competenze prima fra tutte quella di comprendere e destreggiarsi all’interno dell’articolato mondo del business, del marketing e delle abilità comunicative, i giovani avvocati non solo devono capire bilanci d’esercizio aziendali ma devono anche imparare ad essere più sintetici e ad adattarsi all’interlocutore.

Relazione, empatia e comunicazione. Sulla stessa linea si sono mossi anche gli interventi di Nicolas Burgener di Audemars Piguet, Alexandre Marcotte di AkzoNobel, Jacques Moscianese di Intesa Sanpaolo.

Si aprono, dunque, per noi nuove sfide: metterci sul mercato, capire le esigenze del nostro cliente, saperle soddisfare in modo nuovo, più creativo e più attraente. Noi siamo un popolo di pionieri, di innovatori; non perdiamo questa nostra natura, non ci fermiamo, non ci arrocchiamo sul nostro status, dobbiamo capire cos’è l’innovazione, soprattutto nel linguaggio, capire come coglierla e come migliorare la vita nostra e dei nostri clienti, della società e del ruolo che in essa svolgiamo, solo così potremo costruirci nuove opportunità.

                                                                                                                                                                                                                                                                                        “Ci siamo dimenticati chi siamo: pionieri, esploratori e
non guardiani.” – Interstellar

  • Posted by Gianfranco Lucchini
  • On 28 Giugno 2019
  • 0 likes
Tags: Deloitte Legal, Elisa Pasolli, Innovation, Intelligence and Legal Tech, Legalcommunity Week, Non solo tecnologia. Innovare, Palestra della Scrittura, una sfida di sostanziale comunicazione