Cultura dell’errore: si può errare?

L’errore è il modo in cui Dio ci dice: “Scusami, ma stai andando nella direzione sbagliata”. Oprah Winfrey

Subito la risposta: sì, si può.
A una condizione: che sia un’occasione per apprendere e migliorare. L’aggettivo “errante”, che poi è un participio, indica chi erra, chi viaggia, chi ricerca. Ed “errante” è anche chi sbaglia, chi commette errori, perché fa tanto, s’impegna, prende iniziativa, osa, sperimenta con responsabilità. Ma poi non nasconde l’errore, anzi, ne fa occasione di apprendimento per sé e per la squadra. L’approccio trial and error, un susseguirsi di tentativi ed errori, ha innescato molte innovazioni. Spesso, però, l’errore è considerato un male imperdonabile: non si può sbagliare. Si tende a nascondere l’errore,e a compierlo ancora, e/o a farlo compiere agli altri. La fusione errore/terrore paralizza la creatività e impedisce l’innovazione. La cultura dell’errore lo trasforma in un dono: chi evita ogni errore, e vuole cautelarsi contro ogni passo falso, rischia il regresso.

Risultati attesi

Promuovere una cultura che depenalizzi l’errore, promuova l’intraprendenza, il coraggio, la capacità di andare oltre la crisi generata da un errore.


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    • On 15 Luglio 2020
    Tags: informazioni, presentazione, slide