11 - 12 - 2017


Relazione, linguaggio e salute

La ricerca

La nostra ricerca sulla comunicazione in sanità, avviata nel 2008, prende le mosse da cinque ragioni principali.

1) Un interesse ampio e trasversale. Nessuna scienza come la medicina coinvolge specialisti e profani, istruiti e non istruiti, abbienti e non abbienti, giovani e anziani. È vero che la spinta alla divulgazione comporta rischi di banalizzazione e di alterazione delle verità scientifiche: ma è altrettanto vero che il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione (art. 32), e che il consenso informato è riconosciuto oggi come il punto di partenza di ogni terapia.

2) Il vuoto formativo. Gran parte dei corsi di laurea in medicina ignora - o ha finora sottovalutato - l’importanza di come comunicare e di come instaurare una buona con pazienti e colleghi.

3) Un orizzonte che va oltre il lessico. Gli studi sul linguaggio medico si sono concentrati finora sul lessico, ossia lo studio delle parole di questa lingua settoriale. Una lingua che maneggia nomenclature complesse, che crea in continuazione nomi nuovi, che rispecchia l’individualismo dei suoi utenti: moltissimi sono infatti i nomi di patologie “marcati” dagli scienziati che le hanno scoperte. Ma il lessico non esaurisce i tratti rilevanti di una lingua settoriale, specie di una così ricca di conseguenze sulla salute delle persone. Occorre concentrarsi, e tanto, sulla relazione medico-paziente.

4) L’opportunità di coinvolgimento emotivo. Il linguaggio medico è per lo più freddo e spersonalizzato: sigle, tecnicismi, frasi senza verbo, forme passive. Al massimo, la foglia di fico di qualche velatura eufemistica, per attutire l’impatto di una cattiva notizia inaspettata. Ormai, però, è risaputo che guarire è più facile se il paziente sente emotivamente coinvolto chi si occupa della sua salute.

5) La terapia della scrittura. La scrittura può agevolare molto l’alleanza terapeutica, sia nella fase di anamnesi, sia nelle fasi di diagnosi, prognosi e terapia. Secondo uno studio inglese, in genere i medici interrompono l’esposizione dei sintomi da parte dei pazienti al 22° secondo; peccato, perché i pazienti, se possono parlare, concludono il racconto entro un minuto e mezzo, massimo due, menzionando spontaneamente il 75% dei sintomi. In genere, questi tre quarti di informazioni utili vanno persi. Secondo un altro studio il 36% dei pazienti non ricorda le indicazioni fornite dal medico a fine visita, e il 70% assume i farmaci in modo scorretto. Una visita che si concludesse con un breve report, sul modello delle riunioni aziendali, scritto in cooperazione tra medico e paziente, moltiplicherebbe la propria efficacia.

Seguire questa strada, puntando al benessere collettivo, può essere ancora più utile in campo sanitario, dove il prezioso obiettivo comune è la salute.

I prodotti di questa nostra ricerca sono due: il nostro convegno itinerante e il libro Linguaggio e salute.

Qui puoi trovare articoli, saggi e testimonianze che abbiamo raccolto in questi anni di ricerca.


Il linguaggio della salute - Il convegno e il libro

L’idea del convegno formativo “Il linguaggio della salute” che dal 2011 proponiamo negli ospedali italiani (Molinette di Torino, Macchi di Varese, Niguarda di Milano, Asl di Novara) è scaturita in modo spontaneo dalle tante esperienze formative che abbiamo maturato in questi anni in ambito sanitario. Esperienze che ci hanno fatto capire che spesso, per comprendere davvero l’importanza di certe sfumature, non occorre ragionarci più di tanto, bisogna viverle, starci un po’ dentro. Meglio se passando dalla porta del sorriso.

Per questo motivo abbiamo pensato a un momento di incontro costruito intorno a casi reali, spesso interpretati dal vivo dagli stessi protagonisti: medici, infermieri, pazienti, familiari.

Code al pronto soccorso, fretta, distrazione, scarsa disposizione all’ascolto, uso del “medichese” fuori luogo sono lo spunto per riflettere insieme sull’importanza di una comunicazione chiara.

Il tutto incrociato con un fattore determinante: il tempo.

Attraverso esempi concreti di linguaggio dell’accordo suggeriamo come riportare la comunicazione a uno stato "freddo", come evitare l’escalation, come abbassare la temperatura e riportare l’interlocutore (e se stessi) ad agire invece che reagire.

Video del convegno all'ospedale di Varese.
Video del convegno all'ospedale Niguarda di Milano (versione 6 minuti)
Video del convegno all'ospedale Niguarda di Milano (versione due minuti)

I temi che tocchiamo nel convegno costituiscono il nucleo centrale del nostro libro, Il linguaggio della salute, uscito nella seconda edizione col nostro marchio Centopagine.

La prossima tappa del convegno sarà il 30 maggio 2014 a Brescia.

Intanto, per capire come si può cambiare anche in medicina partendo dalle parole, qui un interessante articolo di Edoardo Rosati (giornalista e medico, caporedattore del settimanale OGGI per le pagine di Medicina & Salute). 


Il linguaggio della salute - Il corso

Grazie ai risultati della nostra ricerca e all’esperienza che abbiamo accumulato nei convegni, abbiamo capito che in ambito ospedaliero le situazioni possono migliorare o peggiorare a seconda di come le persone le percepiscono, di come le trattano, di come modulano le loro reazioni.

Abbiamo quindi ideato un percorso formativo che mostra concretamente a medici, infermieri e operatori in ambito sanitario quanto il linguaggio possa influire, nel bene e nel male, nella relazione col paziente. Un percorso formativo che fornisce gli strumenti utili a governare il linguaggio in funzione della relazione. Strumenti e competenze linguistiche che aiutano a comunicare meglio con i pazienti, e quindi a raggiungere l’obiettivo comune: la salute.

Qui puoi trovare i contenuti del corso; se sei interessato ad approfondire, contatta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..