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Budo & business all’Università di Trento. Studenti di mezzo mondo si allenano per entrare nel mondo del lavoro.

di Serenella Panaro

Per un neolaureato, alle prese con la prima vera esperienza di stage o di lavoro, sono tanti i cambiamenti da affrontare in breve tempo.
Si tratta di passare da un percorso accademico, scandito da esami, impegno prevalentemente individuale (salvo rari momenti di tesine in gruppo), ad un ambiente , quello aziendale, in cui la performance viene misurata su molti e nuovi elementi.

Tra i più stressogeni, così come me li raccontano gli studenti, ci sono:
• la capacità di cogliere rapidamente il contesto
• capire le relazioni reali che spesso non corrispondono esattamente all’organigramma aziendale
• saper mettere l’acceleratore quando è il momento, senza sembrare arroganti
• trovare spazi idonei di dialogo con colleghi e con il proprio capo, senza abusare del suo tempo
• controllare le proprie emozioni
• imparare a gestire la propria agenda, rispettando scadenze, e portando i primi risultati “visibili”.

Anche chi è professionalmente attivo da anni ci si potrà riconoscere: stiamo parlando infatti di elementi tipici del saper lavorare e di continuare ad “imparare” a farlo.

Ma chi lavora da tempo forse si è scordato l’impatto che ha tutto ciò all’inizio della propria carriera, quando non si possiedono ancora strumenti affinati per navigare in tale complessità.

Ci si trova allora davanti ad un vero e proprio cambio di paradigma, che inizia prendendo via via consapevolezza, e poi procede con l’allenare e il bilanciare le tante soft skills che servono: in particolare la capacità di osservare, ascoltare… per poi comunicare.

Questo il motivo per il quale come Ufficio Job Guidance dell’Università degli Studi di Trento, abbiamo deciso di offrire una giornata ai nostri studenti sul BUDO & BUSINESS e per di più in inglese. Doppio salto mortale! Perché mai?

Perché molti dei nostri studenti sono stranieri, di circa 40 nazionalità diverse. Perché lo sport, e in particolare le arti marziali, sono un linguaggio che arriva a tutti, e su cui ci sembrava più semplice e divertente cominciare ad allenarli.
Perché l’arte del Budo è “la via della conoscenza di sé che interagisce con l’altro” ed era esattamente ciò che volevamo stimolare negli studenti, usando il Budo come metafora dei rapporti di lavoro.

E poi perché Alessandro in questo caso si è presentato non solo con la sua portentosa lavagna, i suoi video, la sua scardinante ironia – che in aula è sempre una certezza (e in inglese va alla grande!), ma anche con il suo Kimono, lo status di cintura nera 5° DAN di Karate. Insomma, un formatore insolito per i nostri studenti, anche per chi era già appassionato e praticante di arti marziali.

La giornata è andata in crescendo. Ma ciò che è cresciuto è stato il mio stupore. Sotto i miei occhi ho visto gli studenti, dapprima seduti in circolo, e curiosi di capire dove sarebbero andati a parare e letteralmente trasformarsi.

Hanno potenziato i muscoli attraverso la ginnastica (TAISO), fino a divenire una squadriglia di accaniti e consapevoli Karate Kids. ;-). Guardate questo video se non ci credete!

Il tutto è partito dall’allenamento fisico, per poi concentrarsi anche sull’allenamento mentale. I nostri studenti hanno infatti riflettuto sull’importanza di alcune #parolechiave che ci toccano più di altre, e che sono importanti per stabilire una buona comunicazione con i nostri interlocutori.

Hanno poi iniziato a lavorare sulle loro esperienze, esplorando situazioni critiche, distinguendo cosa è stato disfunzionale e cosa invece avrebbe potuto aiutarli a trasformare una situazione, o un potenziale avversario in alleato.

Hanno studiato l’avversario, con le sue resistenze, facendo esperienza del valore delle finte che distraggono e aprono varchi sul tatami come nella comunicazione aziendale, e hanno scoperto come usare la forza dell’altro, come costruire trappole che portino anche a vantaggi reciproci.

L’arte del Budo, in poche ore, li ha guidati a comprendere come leggere, gestire e orientare i rapporti di forza in modo da costruire o consolidare l’accordo.

La magia di un corso come Budo & Business sta proprio nel permettere di ricontestualizzare al #‎Business‬‬‬ i concetti appresi nel #‎Budo‬‬‬ ovvero: preparazione, scelta di tempo, confusione, forza, trappole, profezie che si autoavverano, discutendo insieme il concetto di #‎Carisma‬‬‬.

È emerso che per essere leader, innovatori, occorre essere visionari e saper lavorare con le “profezie” riconoscendo quelle negative (che ci ostacolano) da quelle positive (che influenzano moltissimo le nostre performances).

Ma forse la consapevolezza più importante che è nata da questa giornata assieme, è che la vittoria più bella si ottiene senza combattere e si raggiunge solo esercitando la virtù più potente di tutte: il carisma.
Ed è proprio sul carisma personale di ciascuno che abbiamo continuato gli allenamenti passando al Public Speaking e apprendendo come rigenerare le emozioni che a volte subiamo, e a reindirizzarle trasformandoci da spettatori passivi a leader di noi stessi, capaci di agire e influenzare il contesto in cui siamo chiamati a lavorare.

Tutto questo, e molto di più, è stato il corso Budo & Business, come dimostrano le parole di Karolis
o di Giulia, che ci parla di matching skills, che sono un requisito importantissimo per le organizzazioni moderne, perché favoriscono la collaborazione, la creatività e il problem solving e sono un “patrimonio” infinito che gli studenti tendono a sottovalutare quando affrontano un colloquio, quando si raccontano in un Career Day, quando devono pensare a cosa gli piace e come questo potrebbe avere a che fare con un lavoro…

La conferma di quanto l’esperienza sia stata intensa ci arriva anche da quanto scrive Pierfrancesco:
“L’esperienza del ‘Budo And Business’ è stata molto interessante e gratificante anche. Per me in particolare, che sono cintura nera 2 dan di karate, mi ha permesso di riflettere e capire meglio diversi aspetti sia dell’arte marziale che dell’arte del parlare, in pubblico specialmente, di scoprire dettagli ed analogie fra le due arti che avevo finora sottovalutato”.
E da ciò che restituisce Silvia nella email che mi ha inviato dopo il corso
:

“I enjoyed this course because is not a traditional one, is about fighting and having fun, but, most important, is a way to think about yourself when interacting with other people. The result, for me, is starting to calibrate my behavior in professional relationships and become more aware of my personal skills”.

Silvia ha addirittura creato su Storify un racconto di ciò che abbiamo vissuto insieme:
http://storify.com/zenisil/budo-and-business-applicare-la-filosofia-delle-art

L’allenamento fisico e mentale, mirati ad ottenere consapevolezza, a fare diretta esperienza di cosa sia possibile, è una strada divertente e potentissima.
Il potenziale di giovani studenti, che attende solo di trovare la giusta canalizzazione, è enorme.
Ed è importante dedicare attenzione e strumenti perché possa sviluppare, fiorire.
Siamo pronti per una seconda edizione!

Budo & Business è un libro di Palestra della Scrittura e uno dei corsi che guidano alla gestione della relazione.

  • Posted by Gianfranco Lucchini
  • On 19 Giugno 2015
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